Eni e il biocarburante Hvo per diesel euro 5 e 6

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Con l’avvento dell’elettrico sta per tramontare l’era delle automobili con motore endotermico a partire dal 2035. Ma sono presenti altre tecnologie, insieme all’elettrico, che possono aiutare la transazione ecologica e aiutare a rendere minime le emissioni di anidride carbonica. Tecnologie neutre come i biocarburanti.

Carburanti vegetali

A tal proposito, Eni ha scelto di puntare su un carburante vegetale in particolare, Hvo (Hydrotreated Vegetable Oil), da utilizzare sulle automobili con motori diesel euro 5 ed euro 6 e che a quanto pare è in grado di diminuire le emissioni a vita intera del 90%.

Secondo Eni questo biocarburante è realizzato con il 100% di componente biogenica e prodotto in larga misura da materie prime di scarto, residui e rifiuti che derivano da processi di trasformazione di prodotti vegetali o da colture non in competizione con la filiera alimentare.

Claudio Descalzi, Amministratore delegato di Eni, ha dichiarato: “Lavoriamo anche sull’elettrico, che ha una penetrazione molto bassa, ma non possiamo pensare che il diesel possa sparire, non è così. Il biocarburante permette all’industria attuale di andare avanti con la sua componentistica e dare competitività a un’industria fondamentale per l’Italia, non solo per l’Europa e la Lombardia.” 

E ancora: “Quando si parla del futuro dell’energia dobbiamo mettere l’elemento di sostenibilità ambientale in modo razionale puntando non solo su una tecnologia, ma anche sulla sicurezza energetica basata sui vettori di oggi, e la competitività delle aziende per non atrofizzarle.” 

Questo per tutelare anche tutte le aziende che producono questa tipologia di motori e che dovrebbero reinventarsi.

Eni ha deciso di investire circa 8 miliardi di euro in 8 anni per lo sviluppo delle tecnologie neutrali come i biocarburanti.