I Sedani Tornano: Detroit Riscatta l’Errore del Passato

I Sedani Tornano: Detroit Riscatta l'Errore del Passato

Il mercato automobilistico americano ha da sempre nutrito una passione quasi irrazionale per i SUV e i pickup. Non è un fenomeno esclusivamente statunitense: anche in Australia il trend è analogo, e l’Europa ha ormai capitolato di fronte all’avanzata dei veicoli rialzati. Eppure, negli ultimi anni, qualcosa sta iniziando a cambiare. Dopo decenni di declino, la umile berlina potrebbe essere pronta a tornare in auge, riportando equilibrio in un mercato dominato dai colossi a ruote alte.

Il ritiro dal mercato delle berlina americane

La situazione parla da sola: Ford ha cessato la produzione di berlina negli Stati Uniti nel 2018. General Motors ha completato il suo ultimo Chevrolet Malibu nel 2024. Stellantis, infine, si aggrappa a pochi modelli a basso volume, tra cui la Dodge Charger Daytona elettrica, la Maserati Ghibli e l’Alfa Romeo Giulia.

Il ritiro dalle berlina però non è stato dettato soltanto dalle preferenze dei consumatori. Le case automobilistiche americane hanno infatti faticato a stare al passo con i rivali internazionali come Honda, Toyota e Hyundai, capaci di produrre questi veicoli a costi inferiori mantenendo comunque margini di profitto. Ford stessa ha ammesso di non riuscire a far quadrare i conti.

Il ritorno della convenienza come priorità

A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunta la questione della convenienza. Il prezzo medio di una nuova auto negli Stati Uniti ha ormai superato i 50.000 dollari, spingendo i produttori a riconsiderare l’offerta di modelli più accessibili.

Jim Farley, numero uno di Ford, ha riconosciuto all’inizio dell’anno che il marchio dell’Ovale blu semplicemente non riesce a competere con i brand giapponesi e sudcoreani sul fronte delle citycar. Tuttavia, l’azienda sta ora esaminando come potrebbe reintrodurre una berlina nella sua gamma. “Il mercato delle berlina è molto vitale,” ha dichiarato Farley ai giornalisti al Salone di Detroit lo scorso mese. “Non è che non esista domanda. È solo che non riuscivamo a trovare il modo di competere e guadagnare. Bene, potremmo scoprire come farlo.” Una possibilità è quella di assemblare una berlina nello stabilimento del Kentucky già destinato alla produzione del nuovo pickup economico di Ford.

Anche General Motors vuole resuscitare la berlina. Mark Reuss, presidente della compagnia, ha recentemente dichiarato: “Farei qualsiasi cosa per avere una berlina ibrido-elettrica,” durante una riunione aziendale, aggiungendo che “stiamo lavorando per capire come realizzarla.”

Stellantis sta anch’essa ripensando la sua posizione. Chris Feuell, amministratore delegato di Chrysler, ha confermato che il marchio sta sviluppando una compatta dal costo previsto inferiore ai 30.000 dollari, segnalando una rinnovata attenzione verso i clienti entry-level.

La questione decisiva: la redditività

Affinché le berlina possano stage un vero e proprio ritorno, devono generare profitti. Questo è il nocciolo della questione, e come sottolinea il Wall Street Journal, è sempre stato il problema negli Stati Uniti. Lo spostamento della produzione verso paesi a minor costo come il Messico e la Corea del Sud non è bastato a salvare le citycar americane in passato. Persino Toyota ammette che i margini sono sottili, affermando che sebbene realizzi utili su modelli come la Corolla, si tratta di “davvero non molto.”

Le autovetture passeggeri, che rappresentavano circa il 50% delle vendite di nuovi veicoli quindici anni fa, oggi costituiscono soltanto il 18% del mercato statunitense, evidenziando quanto drasticamente i gusti si siano trasformati.

La strategia globale e il ruolo del “primo scalino”

Una ragione fondamentale per cui i brand stranieri hanno potuto continuare a vendere berlina negli Stati Uniti è la loro maggior portata globale. Modelli come la Toyota Camry e la Honda Accord vengono commercializzati in decine di mercati in giro per il mondo, e questo potrebbe essere esattamente ciò di cui i tre colossi di Detroit avrebbero bisogno per lanciare nuovi modelli berlinotti a prezzi competitivi.

Esiste anche un argomento strategico per il ritorno di almeno una berlina. Concessionari e analisti da tempo descrivono le citycar come prodotti gateway, offrendo ai primi acquirenti un punto di ingresso economico prima di passare progressivamente a SUV e pickup a margini più alti della stessa marca.

In un’era in cui la media tocca i 50.000 dollari, questo gradino potrebbe rivelarsi più importante che mai.

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