Sentenza storica contro le pratiche discriminatorie sulla strada in Kansas
Il Kansas potrebbe non essere tra le destinazioni più ambite dai viaggiatori, ma ogni giorno migliaia di conducenti attraversano lo stato, specialmente lungo l’importante corridoio dell’Interstate 70. Ora, una sentenza di un tribunale federale ha stabilito che la Polizia Stradale del Kansas (KHP) ha violato i diritti costituzionali di numerosi automobilisti, puntando sistematicamente i veicoli con targhe di stati esterni.
La decisione rappresenta un forte contrarietà alle pratiche di polizia di lunga data e conferma che le fermate stradali effettuate dalla KHP hanno attraversato limiti legali.
Profiling sulla strada: un’abitudine sbagliata
Al centro del caso, Shaw contro Jones, vi è la pratica dello staff della KHP di selezionare sistematicamente i conducenti con targhe di altri stati, soprattutto di coloro che viaggiavano da o verso il Colorado, protraendo le fermate senza che ci fosse una ragione valida.
La causa, presentata nel 2020 dall’Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU) del Kansas e dallo studio legale Spencer Fane LLP, contestava che i poliziotti di stanza in Kansas si affidassero frequentemente alla residenza e ai piani di viaggio dei conducenti per giustificare detenzioni prolungate, perquisizioni di veicoli e ispezioni con squadre cinofile.
Il verdetto: pratiche illecite confermate dal tribunale
La Corte d’Appello del 10º Circuito ha confermato che le decisioni dei giudici distrettuali e il verdetto della giuria hanno stabilito che le politiche e la formazione della KHP violano le protezioni costituzionali contro perquisizioni e sequestri ingiustificati.
Già nel 2016 era stato stabilito che la residenza di un conducente e il fatto di viaggiare lungo l’Interstate 70 sono fattori completamente innocui, che non possono giustificare sospetti. Nonostante ciò, la KHP ha continuato a ignorare questa decisione, hanno dichiarato i giudici del 10º Circuito.
Numeri e dati chiave
Secondo l’ACLU, circa il 35% del traffico sulle autostrade del Kansas è costituito da veicoli con targhe di altri stati. Tuttavia, il 77% delle fermate effettuate dalla KHP riguarda conducenti provenienti da fuori stato, e il 90% delle ispezioni con cani sono state fatte su questi ultimi.
Inoltre, i poliziotti hanno testimoniato che la residenza di un conducente viene spesso usata per stabilire sospetti ragionevoli durante i controlli.
Reazioni e novità sulla pratica del “Two-Step”
La KHP dovrà modificare le sue procedure e formare gli agenti affinché la residenza di un conducente non venga più presa in considerazione ai sensi del Quarto Emendamento.
Il tribunale ha tuttavia deciso di non condannare definitivamente la pratica del cosiddetto “Two-Step”. Questa strategia controversa consiste nel segnalare artificialmente la fine di una fermata, per poi riavviare il dialogo con il conducente nel tentativo di creare un “incontro consensuale” e, potenzialmente, alimentare sospetti.
Il tribunale ha ribadito di non aver mai dichiarato incostituzionale questa tecnica e di aver già confermato in passato la legittimità di questa pratica in casi specifici. Di conseguenza, ha ordinato di limitare le restrizioni, consentendo alla KHP di continuare a usarla, purché rispettino i diritti costituzionali durante le fermate.
Alcuni avvocati sottolineano che un incontro consensuale può essere rifiutato dai conducenti, che possono semplicemente allontanarsi senza interagire ulteriormente, considerata la possibilità di sottrarsi alle manovre dei poliziotti senza rischi.

