Rivoluzione alla guida di Toyota: cambia il presidente e il trucco
In un sorprendente rimescolamento a livello dirigenziale, Toyota ha annunciato che Koji Sato si dimetterà dalla carica di Presidente e CEO dopo appena tre anni nel ruolo. Dal 1° aprile, il più grande costruttore di automobili al mondo passerà la leadership a Kenta Kon, attualmente Chief Operating Officer e Chief Financial Officer.
L’annuncio è arrivato durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre tenuta a Tokyo il 6 febbraio. Con Kon al timone, Toyota si prepara ad affrontare una crescente concorrenza da parte dei costruttori cinesi, in un contesto di continue incertezze sul commercio internazionale.
Un passaggio di testimone pianificato a lungo termine
La transizione di leadership viene interpretata anche come parte di un piano di successione di lungo periodo. Fonti del settore hanno riferito al *Financial Times* che questa mossa potrebbe favorire un’evoluzione di Daisuke Toyoda, nipote dell’ex presidente Akio Toyoda e figura di rilievo nel reparto software di Toyota.
Sato lascia ma resta in azienda
Il ceo uscente non lascerà completamente Toyota. Koji Sato assumerà il nuovo ruolo di *Chief Industry Officer* (CIO), oltre a diventare Vicepresidente. Il suo nuovo focus sarà sulle partnership esterne e sulle collaborazioni nel settore, in un momento in cui ricopre anche la carica di Presidente della *Japan Automobile Manufacturers Association* (JAMA).
Sato ha ammesso che “tre anni sono stati troppo pochi” e ha sottolineato la necessità di un controllo più rigoroso dei costi per sostenere investimenti nelle tecnologie EV e autonoma.
Da ingegnere a stratega finanziario: il nuovo volto di Toyota
Koji Sato, noto per il suo background ingegneristico e la passione per le auto, si è distinto come un “esperto di motori”. Al suo successore, Kenta Kon, viene riconosciuto un approccio più orientato ai numeri. Con Toyota dal 1991, Kon ha dichiarato a *Nikkei Asia*: «Gestisco i conti, e sono estremamente attento ai profitti e alle cifre che permettono investimenti solidi nello sviluppo di nuove auto».
Il suo obiettivo principale è rafforzare la resilienza finanziaria di Toyota in un periodo incerto e accelerare il processo di trasformazione in un fornitore di mobilità completo. Tra le priorità di Kon figurano la riduzione dei volumi di produzione necessari per il pareggio e la disciplina fiscale.
Kon ha avuto un ruolo chiave nelle recenti strategie di riduzione dei costi, utili a fronteggiare le conseguenze delle interruzioni nelle supply chain e l’aumento delle tariffe negli Stati Uniti. Insieme al cambio di leadership, il vicepresidente esecutivo Yoichi Miyazaki è stato nominato nuovo *Chief Financial Officer*.
Tendenze finanziarie in tempi di dazi elevati
Il comunicato sui risultati di Toyota è arrivato in concomitanza con una solida evoluzione dei profitti nel terzo trimestre. L’azienda ha confermato la propria stima di un impatto di 1,45 trilioni di yen (circa 9,2 miliardi di dollari) sull’utile operativo in chiusura dell’anno fiscale al 31 marzo 2026.
Nonostante le pressioni dei dazi statunitensi, Toyota ha elevato le previsioni di profitto netto annuo del 22%, portandolo a 3,57 trilioni di yen (circa 22,7 miliardi di dollari). La revisione positiva si è basata anche su un cambio dello yen più debole e su continue strategie di contenimento dei costi. Tuttavia, l’utile netto del terzo trimestre è diminuito del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a circa 1,3 miliardi di dollari. Nonostante ciò, le azioni hanno chiuso la giornata con un aumento del 2%.
Il ruolo degli ibridi nel mantenimento dei margini
Il nuovo CEO ha confermato che la strategia di concentrarsi sui veicoli elettrici a batteria sarà alla base della trasformazione di Toyota. Tuttavia, ha evidenziato come le vendite di ibridi rappresentino ancora la “fondamenta finanziaria” dell’azienda e siano il principale motore della revisione positiva dei profitti, specialmente in Nord America, dove hanno aiutato a mitigare l’impatto dei dazi sulle importazioni.
Nonostante ciò, Toyota ha un’introduzione di veicoli elettrici ancora limitata rispetto ai concorrenti: nel 2024 sono stati venduti meno di 200.000 veicoli puramente elettrici, contro i 4,4 milioni di ibridi consegnati globalmente.
Il grande patrimonio di dati a supporto dell’innovazione
Kon ha sottolineato che la redditività sostenuta è fondamentale per fornire agli ingegneri le risorse necessarie all’innovazione in ambito software e hardware. Pur riconoscendo che alcuni rivali possano avere un vantaggio preliminare nello sviluppo delle EV, Toyota conta su un punto di forza unico: un parco circolante di 150 milioni di veicoli in tutto il mondo.
Il vasto flusso di dati generato da questa flotta sarà una risorsa chiave per lo sviluppo di veicoli sempre più connessi e “definiti dal software”. Recentemente, Toyota ha annunciato di aver raggiunto il record di 10,5 milioni di veicoli venduti nel 2025, con un incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente, consolidando il suo primato di costruttore più grande del pianeta, davanti al Gruppo Volkswagen.

