La battaglia commerciale tra il presidente Trump e la Corte Suprema statunitense entra in una nuova fase particolarmente tesa. Poche ore dopo che i giudici hanno annullato la maggior parte dei dazi imposti attraverso l’International Emergency Economic Powers Act, Trump ha risposto con minacce ancora più aggressive, promettendo nuovi e più pesanti dazi globali che potrebbero stravolgere gli equilibri del mercato internazionale e quello automobilistico in particolare.
La risposta aggressiva del presidente
Attraverso un lungo post sui social media, Trump ha confermato che i dazi Section 232 e Section 301 rimarranno in vigore, affiancati da un nuovo dazio globale del 10% secondo la Section 122. Una misura descritta come “aggiuntiva” rispetto a quelli già esistenti, rappresentando di fatto un’escalation in risposta al verdetto della Corte Suprema che il presidente ha definito “profondamente deludente”.
I dazi Section 232 hanno storicamente colpito acciaio e alluminio, due materiali fondamentali per l’industria automobilistica mondiale. Un nuovo dazio globale stratificato su quelli già vigenti potrebbe far lievitare i costi di produzione in modo immediato e significativo, con ripercussioni importanti sui prezzi finali dei veicoli.
Trump ha inoltre annunciato l’avvio di diverse indagini secondo i Section 301 e altre normative per “proteggere il paese da pratiche commerciali sleali”. Un segnale inequivocabile che la guerra commerciale è tutt’altro che conclusa e ulteriori provvedimenti tariffari rimangono sullo scacchiere.
I numeri e le conseguenze concrete
L’impatto limitato sui deficit commerciali
Nonostante l’amministrazione Trump sostenga che i dazi abbiano generato miliardi di dollari di entrate, i dati ufficiali raccontano una storia diversa. Secondo il Dipartimento del Commercio americano, il deficit commerciale è sceso da 904 miliardi di dollari nel 2024 a poco più di 901 miliardi nel 2025: una diminuzione quasi irrilevante considerando l’entità delle misure adottate.
Ancora più sorprendente: le importazioni negli Stati Uniti sono aumentate di quasi il 5% nonostante l’applicazione massiccia dei dazi. Un dato che mette in discussione l’efficacia reale di questa strategia commerciale e solleva interrogativi sulla sua sostenibilità politica e economica.
Dal punto di vista legale, la situazione si complica ulteriormente. Gli Stati Uniti potrebbero trovarsi con una bolletta di circa 130 miliardi di dollari in dazi illegittimamente riscossi, una cifra che probabilmente alimenterà battaglie giudiziarie per anni a venire.
I limiti temporali della norma Section 122
C’è un aspetto cruciale che limita il potere presidenziale: i dazi applicati secondo la Section 122 hanno una durata massima di 150 giorni. Per estenderli ulteriormente, Trump avrà bisogno dell’approvazione del Congresso, un ostacolo politico tutt’altro che scontato da superare date le divisioni interne al Parlamento americano.
La strada davanti a imprese e Stati Uniti si preannuncia dunque particolarmente accidentata. Le incertezze normative, i rischi di escalation commerciale e le complicazioni legali potrebbero creare un ambiente economico turbolento con conseguenze imponderabili per la catena di fornitura globale e per l’industria automotive mondiale.

