# Volkswagen non abbandona le hot hatch a benzina: il futuro delle GTI passa ancora per i motori tradizionali
Le compatte sportive sono nate in Europa negli anni Settanta, ma le sempre più stringenti normative sulle emissioni dell’Unione Europea hanno messo a dura prova il genere. Negli ultimi anni abbiamo dovuto dire addio a modelli iconici come la Renault Megane RS, la Peugeot 208 GTi e 308 GTi, l’Honda Civic Type R, la Suzuki Swift Sport e molti altri ancora. Per fortuna, proprio il costruttore che ha inventato questo segmento continua a credere nel suo futuro.
La scelta coraggiosa di Volkswagen: i motori a benzina non scompaiono
Nonostante le auto elettriche GTI si affaccino all’orizzonte, Volkswagen vuole rassicurare gli appassionati: le hot hatch con propulsore termico non sono destinate a sparire dal mercato. Sebastian Willmann, responsabile dello sviluppo del telaio e della dinamica di guida, ha confermato ad Auto Express che le compatte sportive alimentate a benzina continueranno a far parte della gamma del marchio di Wolfsburg.
Tuttavia, il costruttore avrà necessità di aggiornare il motore EA888 Evo4 per conformarsi alla normativa Euro 7, che entrerà in vigore a fine anno. È interessante notare che la quinta generazione dell’EA888 ha già esordito in Cina, dove equipaggia il nuovo Teramont Pro, un modello atteso negli Stati Uniti come prossima generazione di Atlas. Anche la Tiguan attuale monta questo propulsore di quinta generazione, derivato da un’architettura nata nel 2006, anche se i puristi Volkswagen sanno bene che i problemi di affidabilità non sono stati completamente risolti fino alla terza iterazione.
Golf GTI e R: maggiore potenza in arrivo?
Non solo la Golf GTI resterà in produzione, ma lo stesso varrà per la versione R, ancor più prestazionale. Willmann suggerisce addirittura che potrebbe arrivare un significativo incremento di potenza, spingendo il motore 2.0 litri fino ai confini dei 400 cavalli, territorio fino ad oggi dominato da competitor agguerrite come l’AMG A45 S e l’Audi RS3 con il suo cinque cilindri. Volkswagen non si impegna formalmente a raggiungere le prestazioni dei rivali di Affalterbach e Ingolstadt, ma nemmeno esclude categoricamente questa possibilità : “Vedremo cosa sarà possibile nel corso del tempo”.
La sigla GTI storicamente sta per Grand Touring Injection, eppure anche il mondo delle vetture a batteria avrà il suo modello ispirato a questa leggenda. L’ID. Polo GTI, anticipata lo scorso anno, sarà una compatta sportiva a trazione anteriore con 223 cavalli. In cantiere c’è anche una nona generazione della Golf completamente elettrica, ma il suo debutto è stato rinviato fino al 2029, il che significa che una possibile ID. Golf GTI non arriverà prima del prossimo decennio.
Un impegno da apprezzare, ma manca qualcosa
In un panorama automobilistico sempre più orientato verso l’elettrificazione, la determinazione di Volkswagen nel mantenere vive le hot hatch a combustione interna è indubbiamente lodevole. Sebbene Wolfsburg abbia tolto di produzione la piccolissima up! GTI tre anni fa, la Polo GTI rimane disponibile come alternativa più economica rispetto alla Golf GTI per chi vuole comunque accedere al mondo delle compatte sportive del marchio.
Se da un lato possiamo solo applaudire l’impegno a lungo termine di Volkswagen nel preservare le performance a benzina, dall’altro c’è un dato che lascia un po’ di amaro: il cambio manuale è scomparso dopo il restyling di Golf GTI e R avvenuto nel 2024, e difficilmente tornerà a breve. Curiosità : i meno potenti allestimenti Golf ancora commercializzati in Europa mantengono il cambio manuale, ma le varianti GTI e R sono disponibili esclusivamente con il doppia frizione DSG.
Ora che Volkswagen si è impegnata a mantenere in catalogo le Golf sportive per il prevedibile futuro, non sarebbe il momento di portare finalmente negli Stati Uniti anche la R in versione station wagon? Una scelta che darebbe ancora più senso al progetto di long term commitment del marchio.
