Nel 2014, Volkswagen ha creato un sogno digitale per il videogame Gran Turismo 6: una Golf GTI senza tetto, radicale e affascinante. Dodici anni dopo, quella visione futuristica torna a sorprendere con una livrea completamente nuova. La Casa di Wolfsburg celebra i 50 anni del marchio GTI rivisitando alcuni dei modelli più audaci che hanno portato il celebre sigillo di “Gran Turismo Injection”, e questa Roadster rappresenta forse il capitolo più spettacolare della storia.
Un’icona nata nel virtuale, diventata reale
La storia del GTI affonda le radici nel 1976 con la leggendaria Golf GTI di prima generazione, ma il suo significato si è esteso ben oltre il modello principale. Nel corso dei decenni, Volkswagen ha applicato il badge GTI a veicoli inaspettati: dalla Polo supermini alla minuscola Lupo, dalla Scirocco al prototipo Passat. Tuttavia, è sempre stata la Golf a incarnare lo spirito ribelle e performante del marchio.
Il 2014 rappresenta un momento cruciale: il debutto del Golf GTI Roadster come concept per Gran Turismo 6. A differenza dei soliti studi stilistici destinati ai saloni automobilistici, questa creazione nasce digitalmente, libera da vincoli normativi e dalle limitazioni della produzione di serie. Il risultato è un capolavoro di provocazione motoristica, disponibile originariamente in rosso o bianco, e ora presentato in una nuova e affascinante tonalità verde scuro, probabilmente un omaggio alla Golf GTI Edition 50.
Tecnica e design: quando la GTI diventa pura trasgressione
A prima vista, riconoscere il DNA della Golf in questa Roadster è praticamente impossibile. Basato sulla piattaforma Mk7, il concept ha subito una trasformazione radicale: il tetto è stato completamente rimosso, gli ultimi sedili eliminati, e il corpo della vettura è stato completamente riprogettato. I pilastri C si trasformano in un roll bar protettivo, mentre le portiere si aprono verso l’alto come quelle di una supercar futuristica.
Le modifiche estetiche non si fermano qui. Dalla cappottina anteriore aggressiva alla gigantesca ala posteriore, ogni dettaglio enfatizza la natura spericolata di questo prototipo. VW ha abbandonato completamente i compromessi del design tradizionale, creando qualcosa di radicalmente diverso da qualsiasi GTI mai costruita, indipendentemente dalla generazione. Questa libertà creativa contrasta nettamente con il 2009 BlueSport, un concept con motore centrale che non superò mai la fase progettuale.
Sotto il cofano si cela un propulsore straordinario: un V6 biturbo 3.0 litri da ben 503 cavalli e 560 Nm di coppia. Per la prima volta nella storia del GTI, la trazione non è anteriore ma integrale, adottando il medesimo sistema 4Motion presente sulla Golf R di serie. Questo dettaglio tecnico si rivela fondamentale per contenere la potenza e ottimizzare le accelerazioni su strada.
I numeri prestazionali sono impressionanti: accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi e velocità massima di 309 km/h. Grazie alla configurazione AWD, il Roadster risulta addirittura un decimo di secondo più rapido nello scatto rispetto al bizzarro W12 a trazione posteriore che Volkswagen ha mostrato questa settimana, anche se il mostro alimentato dal motore Bentley raggiunge i 325 km/h di velocità di punta.
La riduzione del tetto avrebbe potuto suggerire un’auto leggera e scattante, ma la realtà è differente. Il peso salisce a 1.421 chilogrammi, leggermente superiore a una Golf GTI Mk7 tradizionale, a causa dell’aggiunta della trazione integrale e del massiccio V6. Lo schema frenante è stato potenziato su entrambi gli assi, e le gomme montate – 235/35 ZR20 all’anteriore e 275/30 ZR20 al posteriore – completano un setup tecnico di altissimo profilo.
Con una trasmissione DSG a sette rapporti e la configurazione a motore anteriore, il Roadster mantiene almeno alcuni DNA tecnici della GTI stradale. Tutto il resto, però, è pura fantasia motoristica: una celebrazione dell’ingegneria senza compromessi che sarebbe impossibile proporre al mercato di massa.
Un sogno che resterà virtuale
La realtà è che difficilmente Volkswagen porterà mai in produzione un concept così audace. Le normative sulla sicurezza, il design privo di tetto, e la complessità tecnica lo rendono impraticabile per la vendita al dettaglio. Eppure, quando il prototipo debuttò nel 2014, Wolfsburg lo definì il “GTI più spettacolare di sempre”. Nel 2026, quella affermazione mantiene tutta la sua validità , se non addirittura si rafforza.
È difficile immaginare come Volkswagen potrebbe superare l’audacia di questo Roadster. Negli ultimi anni, la Casa ha optato per una linea conservatrice nel design della Golf GTI, prediligendo l’evoluzione rispetto alla rivoluzione. Questo concept rappresenta un’eccezione rara e preziosa: una dimostrazione di come una compatta sportiva ordinaria possa trasformarsi in qualcosa di straordinario, almeno sulla carta e nello schermo di una console di gioco.

