Una BMW R40 GS tutta giocata sulla nostalgia, lontana dalla tecnologia sfacciata delle adventure moderne: è questo il sogno che Oberdan Bezzi, designer romagnolo che nell’ambiente tutti conoscono come Obiboy, ha messo nero su bianco sul suo blog di rendering. Un’idea che nasce come provocazione, ma che ha il suo bel fascino, soprattutto per chi mastica un po’ di storia del marchio bavarese.
Il punto di partenza è concreto, non un semplice esercizio di fantasia. Da pochi mesi è arrivata sul mercato la BMW F 450 GS, e sta convincendo parecchi appassionati. Sotto ha un bicilindrico in linea di 420cc capace di 48 CV a 8.750 giri e 43 Nm a 6.750, pesa 178 kg in ordine di marcia e costa 7.590 euro chiavi in mano. Nasce a Hosur, in India, dalle mani di TVS, partner industriale di BMW dal 2013. Prende il posto della G 310 GS e nello stile strizza l’occhio all’ammiraglia R 1300 GS: frontale scolpito, display TFT da 6,5 pollici, insomma una GS moderna in tutto e per tutto.
Una monocilindrica che guarda al passato
Ed è proprio da qui che parte la provocazione di Bezzi. Lui immagina qualcosa di completamente diverso e la chiama R40 GS: una monocilindrica da 400cc, sempre firmata BMW e sempre pensata per essere costruita in India insieme a TVS, sfruttando la stessa base meccanica del partner indiano. Nella sua idea dovrebbe diventare la moto dei sogni per i giovani centauri, tanto in India quanto in Occidente. Il richiamo è a un capitolo importante della storia del marchio: quello della R 25/3, con 47.700 esemplari prodotti tra il 1953 e il 1956, rimasta la BMW più venduta di sempre fino al 1999.
Non è un dettaglio da poco. Dopo la R 27, per rivedere una monocilindrica con l’elica sul serbatoio si è dovuto aspettare la F 650 del 1993. Ecco perché l’ipotesi di una nuova mono ha un sapore particolare agli occhi di chi ama la storia di Monaco.
Mono o bicilindrico? Il dilemma della R40 GS
Il bello è che il ragionamento del designer non si ferma allo stile. Dato che la F 450 GS esce proprio dallo stabilimento di Hosur, viene naturale chiedersi se il suo bicilindrico non possa finire anche sotto il serbatoio della R40 GS. Stessa filiera, stessi 48 CV compatibili con la patente A2, ma vestito in modo tutto nuovo. Da una parte resterebbe quindi il monocilindrico, più semplice e più coerente con lo spirito vintage dell’operazione. Dall’altra il bicilindrico, già pronto, già omologato e già collaudato.
Un dilemma che racconta bene il momento del segmento delle piccole adventure con patente A2. Fino a poco tempo fa era un terreno dominato quasi esclusivamente dai marchi cinesi, oggi invece sempre più conteso anche dai grandi costruttori europei.
