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Come pulire il volante dell’auto in base al materiale

Sapere come pulire il volante dell'auto nel modo giusto fa la differenza tra un abitacolo curato e uno che, col tempo, diventa appiccicoso e opaco. Del resto è la parte con cui entriamo più a contatto in assoluto. Ad ogni curva, ad ogni manovra, ad ogni sosta al semaforo le mani ci lasciano sopra...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Sapere come pulire il volante dell’auto nel modo giusto fa la differenza tra un abitacolo curato e uno che, col tempo, diventa appiccicoso e opaco. Del resto è la parte con cui entriamo più a contatto in assoluto. Ad ogni curva, ad ogni manovra, ad ogni sosta al semaforo le mani ci lasciano sopra sudore, grasso della pelle, polvere, batteri e residui di creme o gel igienizzanti. Un volante trascurato perde la lucentezza originale e spesso assume quel fastidioso effetto lucido, che poi è semplicemente sporco stratificato.

Il problema è che il volante subisce uno stress costante, molto più di qualsiasi altra parte dell’auto. Tre sono i nemici principali. Primo, l’acidità del sudore, che corrode lentamente i materiali protettivi del rivestimento. Secondo, igienizzanti e creme, dato che i prodotti alcolici o troppo grassi finiscono per dissolvere le finiture opache di pelle e plastica. Terzo, i raggi UV che filtrano dal parabrezza e letteralmente cuociono il materiale, seccandolo e favorendo le crepe.

Pulizia in base al materiale, perché non è tutto uguale

Attenzione qui, perché usare il prodotto sbagliato può fare danni irreversibili. La pelle, naturale o sintetica, dei volanti moderni ha una finitura opaca di fabbrica. Se il tuo volante è lucido e scivoloso, vuol dire che è ricoperto di sporco e grasso. Serve un detergente specifico per pelle a pH neutro, un cosiddetto leather cleaner, e una spazzola a setole molto morbide oppure un panno in microfibra. Il prodotto va spruzzato sulla spazzola, mai direttamente sul volante, altrimenti penetra nelle cuciture. Movimenti circolari delicati fino a creare una leggera schiuma, poi si asciuga con una microfibra pulita. Come tocco finale un nutriente per pelle non grasso con protezione UV. E per favore, niente latte detergente per il corpo né olio d’oliva, alla lunga irrancidiscono e ammolliscono le cuciture.

Il volante in plastica o gomma, tipico delle utilitarie, è invece il più resistente. Basta uno sgrassatore delicato multiuso per interni, diluito, o acqua tiepida con un goccio di sapone neutro. Si passa con una microfibra ben strizzata e per le zigrinature va benissimo uno spazzolino da denti a setole morbide. Discorso a parte per l’Alcantara delle sportive, che offre un grip eccellente ma trattiene lo sporco come una spugna. Qui serve un detergente specifico per tessuti e una spazzolina soffice. Poco prodotto, mai inzuppare, e si spazzola sempre nello stesso verso per risollevare il pelo del tessuto.

Gli errori da evitare e la cura delle cuciture

Tre cose da non fare mai. Le salviettine igienizzanti per la casa o l’alcool puro, perché alcool e candeggina distruggono la pellicola protettiva della pelle e seccano la plastica. Spruzzare liquidi direttamente sui tasti multifunzione, dato che il rischio è che finiscano dentro le schede elettroniche causando cortocircuiti. E infine la cosiddetta gomma magica o le spugne abrasive, che agiscono come una carta vetrata finissima e portano via anche la vernice protettiva.

Un discorso finale meritano le cuciture, soprattutto quelle a contrasto, dove lo sporco si accumula di più. Per pulirle senza sfilacciarle basta un pennello da detailing a setole sintetiche imbevuto di detergente neutro, passato con delicatezza lungo la trama del cucito. Quanto alla frequenza, la pelle va trattata ogni due o tre mesi, plastica e gomma ogni due o quattro settimane, l’Alcantara ogni uno o due mesi. Un volante pulito garantisce una presa salda e più sicura alla guida.

Fonte
Immagine: infomotori.com

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