La Puma for Scuderia Ferrari HP Heritage Collection riporta al centro del guardaroba maschile alcune delle silhouette che hanno segnato l’estetica motorsport dei primi anni 2000. Non un semplice tuffo nella nostalgia, sia chiaro. Qui l’idea è prendere quell’energia da paddock e trasportarla dritta nel presente, dentro una moda uomo autunno inverno 2026 fatta di sportswear, sartoria e proporzioni più controllate che convivono nello stesso outfit. A guidare la selezione c’è la T7 track jacket, affiancata da racing vest, polo e pants, mentre Speedcat e Suede OG raccontano lo stesso patrimonio con due linguaggi footwear diversi.
Il bello è che nessun capo viene riproposto in modo letterale. La track jacket può sostituire il bomber sopra un pantalone in lana, il gilet racing si sovrappone a una maglia a collo alto, la polo scivola sotto un completo destrutturato e i pants si staccano dal coordinato per finire sotto un cappotto lungo o una giacca in pelle. Ai piedi, la Speedcat asseconda le linee più asciutte, mentre la Suede OG dà equilibrio ai volumi morbidi di chino, denim e pantaloni con pinces. Il claim scelto, Then. Now. Always., racchiude bene questa idea di un heritage che non smette mai davvero di circolare.
L’archivio racing incontra il guardaroba di tutti i giorni
Il punto di partenza resta il mondo delle competizioni automobilistiche. Giacche sportive, gilet, polo e pantaloni conservano quella combinazione di funzionalità e identità visiva che appartiene all’abbigliamento da circuito. Ma una volta lontani dalla pista cambiano faccia. Un pantalone in lana, un cappotto strutturato o una camicia Oxford permettono al riferimento racing di emergere senza trasformare tutto in una divisa a tema. Ed è proprio qui che entra in gioco la T7 track jacket, il vero fulcro della collezione. La sua linea è riconoscibile al primo sguardo e attraversa sport, musica e cultura urbana senza perdere se stessa. Nell’autunno 2026 funziona come alternativa leggera a bomber, blouson e giacca tecnica, con il trucco di costruire un contrasto tra la parte alta sportiva e pantaloni più precisi.
Per un look urbano equilibrato la track jacket va bene con pantaloni in lana a una o due pinces, vita regolare o leggermente alta e gamba pulita che scende senza accumuli sulla scarpa. Sotto, una T-shirt bianca compatta oppure una maglia sottile a collo alto quando fa freddo. La Speedcat chiude il tutto con la sua linea bassa e dinamica, e una borsa messenger in pelle aggiunge quel tocco più adulto. La stessa T7 può prendere il posto della giacca di un completo: pantalone sartoriale grigio antracite, blu scuro o marrone profondo come base neutra, meglio evitare camicia formale e cravatta per non cadere in un contrasto troppo scontato.
Il racing vest, protagonista delle stratificazioni
Il gilet racing è forse l’elemento più versatile di tutta la proposta. Si porta sopra una base leggera nella mezza stagione oppure sotto un capospalla quando le temperature crollano. La costruzione senza maniche lascia intravedere i volumi di ciò che c’è sotto e apre a giochi di materiali. Il risultato più attuale nasce dal contrasto tra la tecnicità del gilet e una base pulita, quasi minimale. Una maglia sottile a collo alto, nera, grigia, panna o blu profondo, è la scelta ideale per tenere il contrasto sotto controllo senza rubare la scena agli elementi grafici. Pantaloni diritti in lana e Speedcat completano, mentre un cappotto monopetto lasciato aperto aggiunge profondità e mantiene visibile il gilet anche in pieno inverno.
C’è poi la versione più informale, con il gilet sopra una camicia bianca o azzurro chiaro dalla costruzione morbida, colletto aperto e maniche non troppo rigide per evitare l’effetto uniforme. Pantaloni con pinces e Suede OG ai piedi definiscono un outfit adatto a contesti rilassati ed eventi. La collezione, insomma, non chiede di travestirsi da pilota, ma di far dialogare due mondi che negli anni 2000 sembravano lontani e oggi stanno benissimo insieme.
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Immagine: quotidianomotori.com
