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Portapacchi auto: limiti, peso e sanzioni del Codice

Montare un portapacchi sull'auto sembra la cosa più naturale del mondo, eppure dietro quelle barre da tetto si nasconde un piccolo universo di regole che il Codice della Strada prende molto sul serio. Che si tratti di caricare le valigie per le vacanze, agganciare le biciclette o sistemare un box...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Montare un portapacchi sull’auto sembra la cosa più naturale del mondo, eppure dietro quelle barre da tetto si nasconde un piccolo universo di regole che il Codice della Strada prende molto sul serio. Che si tratti di caricare le valigie per le vacanze, agganciare le biciclette o sistemare un box da tetto per l’attrezzatura da sci, questo accessorio amplia parecchio la capacità di carico del veicolo. Il problema è che infilare bagagli sopra il tetto cambia l’aerodinamica, alza il baricentro e tocca la stabilità dell’auto. Ecco perché ci sono limiti di sagoma piuttosto precisi, e sbagliare significa rischiare sanzioni salate oltre che mettere in pericolo la sicurezza stradale.

Prima cosa da chiarire, e forse la più rassicurante, riguarda la burocrazia. Installare un portapacchi o delle barre trasversali non richiede il collaudo alla Motorizzazione né alcuna trascrizione sul libretto di circolazione, a patto che i prodotti siano amovibili. Niente code agli sportelli, insomma. Occhio però all’omologazione, questa non è opzionale. I sistemi di trasporto devono rispettare le direttive europee, quindi marcature CE, TÜV GS oppure conformità alla norma ISO/PAS 11154. Le barre fai da te o non certificate sono severamente vietate, e in caso di controllo non ci sono scappatoie.

Sagoma, sporgenze e altezza massima

Qui la faccenda si fa più tecnica e riguarda gli articoli 61 e 164 del Codice. La sporgenza anteriore è rigorosamente vietata, il carico non può in alcun modo superare in avanti la linea verticale del paraurti anteriore. Lateralmente invece c’è un margine, il carico può uscire dalla sagoma dell’auto fino a un massimo di 30 centimetri per lato, misurati dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Sempre a patto che non ostacoli la visuale di chi guida. La sporgenza posteriore arriva fino al 30% della lunghezza del veicolo, ma qualsiasi sporgenza dietro, anche minima, va segnalata con il classico pannello quadrangolare a strisce diagonali bianche e rosse catarifrangenti, quello dei carichi sporgenti. Infine l’altezza, considerando tutto il carico non si possono superare i 4 metri da terra.

Peso, ancoraggio e cosa si rischia

Il sovraccarico è uno degli errori più comuni. Il peso massimo trasportabile sul tetto dipende da tre fattori che vanno incrociati tra loro. C’è il limite dell’auto, dichiarato sul libretto d’uso e manutenzione, di solito tra 50 e 100 kg per le vetture tradizionali. Poi il limite delle barre stesse, che hanno una portata massima omologata, per esempio 75 kg. E attenzione, nel conto va inclusa anche la massa delle barre e del box da tetto. Un esempio chiarisce tutto, se il tetto regge 75 kg, le barre pesano 5 kg e il box 15 kg, dentro il box si possono mettere al massimo 55 kg di bagagli.

L’articolo 164 impone poi che il carico sia sistemato in modo da non cadere lungo la strada, non ridurre la visibilità, non limitare i movimenti alla guida e non coprire targhe, luci e frecce. Servono cinghie a cricchetto omologate o sistemi di bloccaggio integrati specifici. Le vecchie corde di canapa e gli elastici generici non vengono considerati idonei dalle forze dell’ordine. Chi viaggia fuori regola rischia una multa da 87 a 344 euro, la decurtazione di 3 punti dalla patente e, nei casi più seri, il fermo del veicolo con ritiro della carta di circolazione e della patente finché il carico non torna a norma o si rimuove l’eccedenza.

Fonte
Immagine: infomotori.com

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