C’è un pezzo di storia dell’automobilismo francese che torna a far parlare di sé, e lo fa con i cavalli di oggi. La Renault 8 Gordini Concept reinterpreta la mitica sportiva del 1964 trasformandola in una coupé elettrica biposto da 270 CV, con motore e trazione al posteriore. Le proporzioni sono nuove di zecca, ma la doppia striscia bianca, i sei fari circolari e una manciata di dettagli sulla carrozzeria ricuciono subito il filo con la vecchia “Gorde”.
Attenzione però a non farsi troppe illusioni. Si tratta di un esemplare unico, sviluppato in casa dalla Renault, una show car che nessuno potrà comprare. È nata per arricchire la collezione storica del marchio e prosegue un percorso già battuto con la R17 Electric Restomod e la Renault 5 Diamant. L’idea di fondo resta la stessa, cioè rileggere modelli iconici con linguaggi e tecnologie di oggi, senza per forza trasformare ogni esercizio di stile in un progetto da mettere in produzione.
Dalla berlina anni Sessanta alla coupé biposto
Il punto di partenza è la Renault 8 Gordini del 1964, una berlina sportiva con motore posteriore, trazione posteriore e 95 CV. La nuova versione tiene la stessa architettura di base ma cambia il cuore, mandando in pensione il propulsore termico per far posto a un’unità elettrica. Il risultato sono 270 CV scaricati sulle ruote posteriori.
Cambiano invece parecchio le proporzioni. Il concept misura 4,12 metri di lunghezza, 1,88 di larghezza e appena 1,27 di altezza. Le quattro porte della berlina originale spariscono, sostituite da una coupé a due posti con carreggiate visivamente molto larghe. La differenza tra larghezza e altezza dà quell’aria bassa e ben piantata a terra. Le ruote hanno diametri diversi, 19 pollici davanti e 20 dietro. La carrozzeria è in fibra di carbonio e il cofano anteriore si rimuove come un unico pezzo, senza le solite linee di giunzione, una soluzione che pulisce le superfici e strizza l’occhio al mondo delle corse.
Sei fari, doppia striscia e un abitacolo tra passato e presente
Il muso rinuncia alla calandra e adotta un cofano a V, con una firma luminosa fatta di sei elementi circolari. È un chiaro richiamo ai proiettori supplementari che venivano montati sulle Renault 8 Gordini da rally, qui però integrati direttamente nel frontale. I passaruota restano rettangolari, i retrovisori a ogiva rimandano agli anni Sessanta e persino la nervatura laterale, ereditata dal modello storico, adesso ha un compito aerodinamico perché convoglia l’aria verso una presa dedicata.
La doppia striscia bianca, che era il tratto più riconoscibile della Gordini del 1964, qui diventa parte della struttura. Le griglie del cofano e la grafica dei fanali posteriori seguono lo stesso asse longitudinale. Il nome Gordini recupera le scanalature del badge originale ed è accompagnato da un nuovo emblema “8”, disegnato con otto segmenti.
Dentro l’abitacolo il gioco degli intrecci continua. Due posti soltanto, plancia orizzontale in alluminio spazzolato, quadranti circolari che sembrano strumenti analogici ma sono in realtà display digitali racchiusi in cornici spesse. I comandi sono in alluminio, le superfici morbide in Alcantara e al centro spicca il pulsante rosso del cronometro. I sedili sportivi neri hanno inserti in velluto a coste blu e ricordano le sedute piatte senza poggiatesta dell’epoca, mentre le cuciture sui pannelli porta riprendono l’alternanza dei cordoli di un circuito.
Sul fronte dei numeri veri e propri, Renault ha preferito il silenzio. Nessun dato su batteria, autonomia, coppia, accelerazione o velocità massima. E soprattutto nessuna produzione all’orizzonte, perché la Renault 8 Gordini Concept resta una show car destinata alla collezione storica del marchio.
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Immagine: quotidianomotori.com
