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Aria condizionata auto non funziona: cause e rimedi

Quando l'aria condizionata non funziona ce ne accorgiamo quasi sempre nel momento peggiore, cioè in piena estate, magari bloccati nel traffico con il sole che picchia sul parabrezza. Il climatizzatore dell'auto, quello che tutti chiamano semplicemente AC (Air Conditioning), serve proprio a rendere...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Quando l’aria condizionata non funziona ce ne accorgiamo quasi sempre nel momento peggiore, cioè in piena estate, magari bloccati nel traffico con il sole che picchia sul parabrezza. Il climatizzatore dell’auto, quello che tutti chiamano semplicemente AC (Air Conditioning), serve proprio a rendere sopportabile l’abitacolo: raffredda l’aria, elimina il calore in eccesso e riduce l’umidità. Peccato che, come ogni componente, prima o poi possa fare i capricci. Vale la pena capire quali sono le cause più frequenti e come intervenire senza spendere una fortuna in ricariche inutili.

Il primo campanello d’allarme è banale ma efficace: l’aria che esce dalle bocchette non raffredda come dovrebbe. Il flusso c’è, il sistema si accende regolarmente, eppure l’aria risulta tiepida oppure addirittura a temperatura ambiente. In questi casi il sospetto ricade quasi sempre sul gas refrigerante in calo. Attenzione però, perché solo un tecnico esperto in clima auto può stabilire davvero se serve una ricarica.

Perché l’aria condizionata smette di raffreddare

Le cause di un malfunzionamento del climatizzatore sono diverse e non sempre così scontate. La più comune resta la perdita di refrigerante dalle tubazioni. Se il gas se ne va, la pressione crolla e il compressore viene disattivato, quindi l’aria non si raffredda più. Per scovare la falla si usa un liquido tracciante nel circuito insieme a una lampada UV, così da individuare esattamente il punto della perdita.

Poi c’è il compressore, che è il vero cuore del sistema. Quando si guasta smette di pompare il gas e il gioco è finito. Occhio anche al ventilatore del condensatore, quello nella parte anteriore dell’auto: se non gira come si deve, il calore non viene dissipato e il climatizzatore va in tilt. Altri colpevoli tipici sono la valvola di espansione o l’evaporatore ostruiti, che impediscono al refrigerante di fluire correttamente. Non vanno dimenticati i problemi elettrici del pannello di controllo e, caso più meccanico, la cinghia del compressore rotta: se salta, il compressore semplicemente non gira.

Manutenzione e controlli per evitare guasti

La manutenzione regolare è la cosa che fa davvero la differenza sulla durata dell’impianto. Un controllo periodico serve a capire se l’aria esce ancora bella fresca. Volendo si può usare un termometro davanti alle bocchette: i valori di riferimento stanno tra i 4 e gli 8 gradi in uscita, mentre vicino all’evaporatore si scende attorno agli 0-2 gradi. Se i numeri sono più alti, qualcosa non va.

Un altro punto spesso trascurato riguarda i filtri antipolline dell’abitacolo. Trattenendo polvere, polline e particelle varie, col tempo si intasano e riducono la portata dell’aria. Vanno controllati con regolarità e sostituiti seguendo le indicazioni del produttore, oppure più spesso se si guida in ambienti polverosi o particolarmente inquinati. Buona norma anche ispezionare periodicamente il condensatore.

Se il climatizzatore ha smesso del tutto di funzionare, il consiglio resta uno solo: portare l’auto da un meccanico o da un tecnico specializzato in sistemi di climatizzazione. Prima si individua l’eventuale perdita, meno soldi si buttano in ricariche destinate a svuotarsi di nuovo dopo poche settimane. Finché l’impianto è a tenuta, l’aria condizionata può funzionare a lungo senza bisogno di alcun rabbocco.

Fonte
Immagine: newsauto.it

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