Alla Monterey Car Week 2026 è arrivata lei, la Lamborghini Revuelto SV, e diciamolo subito: quel Super Veloce non è marketing spicciolo. È la Revuelto di serie più potente mai costruita, con 1.065 CV che nascono dal V12 aspirato più tre motori elettrici tirati a lucido. Un Toro emiliano dalle prestazioni che fanno girare la testa, erede di un acronimo leggendario.
A Sant’Agata Bolognese l’SV non è una novità. Lo usano dal 1971, quando presentarono la Miura SV, costruita in circa 150 esemplari (solo 30 con aria condizionata, dettaglio niente male vista l’estate rovente di questo 2026). Poi sono arrivate la Diablo SV, la Murcielago LP 670-4 SV e l’Aventador LP 750-4 SV. Insomma, una stirpe con una storia importante alle spalle.
Un V12 che non conosce turbo
Il cuore è un 6.5 litri aspirato che da solo eroga 825 CV a 9.250 giri, ma quando entrano in gioco i tre motori elettrici alimentati da una batteria agli ioni di litio da 7,3 kWh si sale fino a quota 1.065 CV. Il rapporto peso/potenza scende a 1,66 kg/CV, mica poco. Rispetto ad altre plug in hybrid emiliane la chimica delle batterie qui è cambiata, così da spremere ancora più potenza e portare la coppia massima complessiva a 1.425 Nm. Il risultato? Da 0 a 100 km/h in 2,4 secondi e punta massima di 345 km/h. Non la Lamborghini più veloce in assoluto, ma Super Veloce lo è eccome.
L’estetica segue una filosofia che in casa chiamano Speedshape, il profilo della velocità, e dal vivo funziona davvero. Accenti neri, schemi colore dedicati e il logo SV ridisegnato sulle fiancate. Tra l’altro la personalizzazione è quasi infinita: la scritta Lamborghini sul posteriore può essere ordinata in Nero Lucido, Nero Opaco o Bronzo Opaco al posto dell’Argento Lucido di serie. I cerchi 3D-Superlight Dromos misurano 20 pollici davanti e 21 dietro, con pneumatici Bridgestone Potenza Race R semi-slick calibrati apposta.
Aerodinamica, freni ed elettronica al top
L’aerodinamica impressiona anche da fermi. Splitter anteriore e fondo vettura sono stati rivisti, come la pinna inclinata sul paraurti che aiuta anche a migliorare del 12% il raffreddamento dei freni. Poi c’è l’ala posteriore di chiara derivazione racing, con il Gurney flap che ottimizza tutto: la SV offre l’80% di deportanza in più rispetto alla Revuelto e il 10% in più rispetto all’Aventador SVJ.
Sul fronte freni si viaggia altissimo con i carboceramici CCM-R Plus by Brembo, gli stessi della Fenomeno Roadster. Dischi da 420 x 40 mm davanti e 410 x 32 mm dietro, non solo belli da vedere ma capaci di far segnare un 200-0 km/h in appena 116 metri, quasi 13 metri in meno della Revuelto. Ci pensa poi l’elettronica a tenere tutto insieme, con un sensore inerziale di nuova generazione, il sensore 6D e il sistema IVE (Integrated Vehicle Estimator) che sfrutta un algoritmo capace addirittura di logiche predittive.
Chicca esclusiva: il nuovo selettore della modalità Pilota in rosso, sul lato destro del volante, il setup più orientato alla pista derivato dall’esperienza in GT3. E sul circuito tedesco dell’Hockenheimring, con al volante il collaudatore Marco Mapelli, la SV ha girato in 1:41.6, record del tracciato per vetture stradali. Dentro l’abitacolo comandano leggerezza e regolazioni meccaniche: pannelli porta in fibra di carbonio ultraleggera e sedili da corsa a guscio in carbonio, con schienale però regolabile manualmente.
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Immagine: it.motor1.com
