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Monopattini elettrici al mare: regole e sicurezza estiva

I monopattini elettrici sono ormai i veri padroni della mobilità estiva lungo le coste italiane, e non è un caso. Pratici, ecologici, perfetti per schivare il traffico che intasa i litorali nelle giornate più affollate. Un mezzo comodo per muoversi tra la casa vacanze, il centro e lo stabilimento...

Dario Di Dario 3 min di lettura

I monopattini elettrici sono ormai i veri padroni della mobilità estiva lungo le coste italiane, e non è un caso. Pratici, ecologici, perfetti per schivare il traffico che intasa i litorali nelle giornate più affollate. Un mezzo comodo per muoversi tra la casa vacanze, il centro e lo stabilimento balneare senza impazzire a cercare parcheggio per l’auto. C’è però un rovescio della medaglia. Il mix tra strade piene, pedoni distratti e ordinanze locali che cambiano da un Comune all’altro trasforma le località di mare in luoghi ad alto rischio, sia di sanzioni sia di incidenti. Vale la pena capire cosa dice la legge e come muoversi bene.

Le regole base del Codice della Strada

Per la legge italiana i monopattini elettrici sono equiparati quasi a tutti gli effetti alle biciclette. Detto questo, con l’inasprimento delle norme sulla micro-mobilità ci sono paletti ben precisi da tenere a mente. L’età minima è fissata a 14 anni compiuti, niente eccezioni. Il casco è obbligatorio per i minorenni, ma diciamocelo, farebbe bene a tutti indossarlo. Sul fronte velocità il limite generale sulla carreggiata è di 20 km/h, che crolla a 6 km/h nelle aree pedonali. Vietato trasportare passeggeri, borse ingombranti o animali. Il monopattino resta un mezzo strettamente monoposto. E poi la dotazione tecnica. I mezzi devono avere frecce, freno su entrambe le ruote e luci anteriori e posteriori per girare la sera o di notte.

Zone balneari e ordinanze comunali

Durante l’estate molti Comuni costieri aggiungono al Codice della Strada delle ordinanze locali temporanee, pensate soprattutto per proteggere i pedoni. Prima regola, i monopattini non possono mai circolare sui marciapiedi, a meno di spingerli a mano con il motore spento. In parecchie località di mare il divieto si allarga alle passerelle in legno delle spiagge e ad alcune zone del lungomare dedicate solo al passeggio. C’è poi il capitolo parcheggio. Lasciare il mezzo davanti agli accessi degli stabilimenti o abbandonarlo sul marciapiede è la prima causa di multe. Il monopattino va sistemato negli stalli per bici e moto o nelle aree indicate dai Comuni. Per i servizi di sharing molte app, grazie al geofencing, bloccano la chiusura del noleggio se il mezzo si trova fuori dalle zone autorizzate.

Le quattro insidie tipiche del mare

Guidare vicino alla spiaggia porta con sé rischi specifici. Il primo è la sabbia sull’asfalto. I granelli spinti dal vento sulle strade lungomare riducono di parecchio l’aderenza delle ruote, piccole e piene. Meglio evitare frenate brusche in curva se non si vuole finire a terra. Secondo problema, l’abbigliamento. Salire in costume, con l’asciugamano sulle spalle o le infradito ai piedi moltiplica le probabilità di perdere il controllo. Terzo, il traffico pedonale imprevedibile. Bambini che corrono verso il bar, bagnanti con il naso nello smartphone, gente che attraversa fuori dalle strisce. Serve la massima attenzione e una velocità sempre moderata. Infine la guida in stato di ebbrezza. Le sanzioni per chi si mette alla guida dopo l’aperitivo in spiaggia sono identiche a quelle previste per l’automobile, compreso il rischio di denunce penali. Nelle zone pedonali e sul lungomare il limite resta 6 km/h o mezzo condotto a mano. Su spiaggia e passerelle si può solo spingere a motore spento. Un solo conducente, dai 14 anni in su, senza passeggeri né bambini a bordo.

Fonte
Immagine: infomotori.com

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