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Mobilità e Smart city

Parcheggi solari: senza incentivi non decollano, ecco perché

I parcheggi solari sono diventati una specie di bandiera. Li chiedono in tanti, spesso in buona fede, altre volte come pretesto per bloccare gli impianti industriali a terra o eolici. Peccato che, numeri alla mano, puntare solo sulle pensiline fotovoltaiche non regga dal punto di vista economico. A...

Dario Di Dario 3 min di lettura

I parcheggi solari sono diventati una specie di bandiera. Li chiedono in tanti, spesso in buona fede, altre volte come pretesto per bloccare gli impianti industriali a terra o eolici. Peccato che, numeri alla mano, puntare solo sulle pensiline fotovoltaiche non regga dal punto di vista economico. A dirlo non è un teorico, ma chi i parcheggi li gestisce ogni giorno, ovvero la Coop, e nello specifico Coop Romagna. Il messaggio è netto: le pensiline sono meno competitive di un impianto normale, e senza una mano dallo Stato restano al palo.

La proposta che arriva da Legacoop Romagna ha il pregio di essere concreta. Lo Stato copre una parte del costo della struttura portante, gli operatori ci mettono i pannelli. Semplice, almeno sulla carta. E il fatto che venga rivolta a tutte le forze politiche in vista delle prossime elezioni la dice lunga su quanto ci tengano.

Perché le pensiline restano ferme al palo

Il nodo è sempre lo stesso, e non è lo spazio. Emiliano Galanti, responsabile Energia di Legacoop Romagna, lo mette nero su bianco: gli obiettivi energetici al 2030 potrebbero trovare una risposta proprio negli investimenti nei parcheggi. Basterebbe occupare appena lo 0,15% circa del territorio nazionale, meno di un sesto della superficie che già oggi i parcheggi si mangiano. Lo spazio, insomma, non è mai stato il problema vero.

Il problema è economico, punto. A differenza di un impianto su tetto o a terra, una pensilina ha bisogno di una struttura robusta: fondazioni, pali, travature. Roba che costa, e che allunga parecchio i tempi di rientro dell’investimento. Ecco perché, nonostante il potenziale enorme, le pensiline sui parcheggi restano un’opzione di nicchia per molte aziende e proprietari. Non risolvono tutto, chiaro, ma possono diventare un’occasione seria se qualcuno interviene sull’anello debole della catena, cioè proprio la struttura portante.

Non solo autoconsumo: l’energia va messa in rete

La Regione Emilia-Romagna ha già pubblicato un bando con incentivi per costruire le pensiline aziendali, misura spinta proprio da Legacoop. Ma qui arriva il salto di ragionamento: gli esponenti della cooperazione chiedono di andare oltre l’autoconsumo del singolo titolare e pensare a impianti che immettano energia in rete. Un contributo diretto al sistema elettrico nazionale, non solo un risparmio in bolletta per chi possiede il parcheggio.

Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, lo spiega senza giri di parole. L’autoconsumo serve, ma da solo non sposta gli equilibri nazionali e soprattutto non lo fa in fretta. La richiesta a chi scriverà i programmi elettorali è chiara: una misura che finanzi le strutture portanti e che sia pensata per impianti a immissione in rete, capaci di generare potenza reale in tempi brevi. E non è roba solo per il mondo cooperativo o solo per la Romagna. Parliamo di aziende, centri commerciali, ospedali, parcheggi pubblici di tutta Italia. Chiunque abbia un parcheggio può fare la sua parte, e può farlo in fretta.

C’è poi il capitolo della ricarica elettrica, una leva ancora sottodimensionata nei supermercati italiani. In Francia le cose vanno diversamente: le insegne concorrenti si sfidano a colpi di tariffe più basse per attirare gli automobilisti elettrici. E i prezzi scendono sotto i 20 centesimi, arrivando a essere competitivi perfino con la ricarica domestica.

Fonte
Immagine: vaielettrico.it

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