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Mobilità e Smart city

Bonus colonnine domestiche: richieste su del 160,4%

Il Bonus Colonnine Domestiche ha fatto letteralmente decollare la voglia di ricarica privata. Da quando lo sportello si è aperto, lo scorso 22 settembre, le richieste di installazione di punti di ricarica sono schizzate verso l'alto. I numeri raccolti da ProntoPro parlano chiaro: nei primi nove...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Il Bonus Colonnine Domestiche ha fatto letteralmente decollare la voglia di ricarica privata. Da quando lo sportello si è aperto, lo scorso 22 settembre, le richieste di installazione di punti di ricarica sono schizzate verso l’alto. I numeri raccolti da ProntoPro parlano chiaro: nei primi nove mesi dell’anno la crescita è stata del 160,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. E a settembre il balzo su base annua ha toccato addirittura il 273,3%. Il contributo, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, copre l’80% delle spese ammissibili, fino a 1.500 euro per le installazioni fatte dai privati e fino a 8.000 euro per quelle condominiali.

C’è un dettaglio interessante che emerge dai dati: la maggior parte delle richieste, il 41,5%, riguarda box privati dentro i condomini. Poi arrivano le abitazioni private, con installazioni in garage o spazi esterni, che pesano per il 28,4%. A seguire cortili e giardini privati al 17,4% e i posti auto condominiali all’11,4%. Insomma, la ricarica domestica non è più una cosa da pochi appassionati, è diventata qualcosa di ordinario.

Wallbox, cablaggi e costi: cosa vogliono davvero gli italiani

Sul fronte della potenza, le wallbox da 7 kW la fanno da padrone con il 58,7% delle preferenze, mentre le soluzioni fino a 5 kW si fermano al 28,7%. Poi c’è la questione della distanza tra il punto di ricarica e il quadro elettrico, un fattore che incide parecchio sulla spesa finale. Nel 44,6% dei casi il cablaggio necessario resta sotto i 10 metri, mentre nel 26,2% si arriva fino a 20 metri. Distanze più lunghe, tra 30 e 50 metri, valgono rispettivamente il 15,9% e il 7,9%, e chi ha bisogno di 70 metri o più si ferma al 5,5%. La spesa media nazionale per montare una wallbox si aggira intorno ai 959 euro, ovviamente con variazioni che dipendono dalla casa, dalla distanza dal quadro e da quanto è complicato l’intervento.

La geografia delle richieste e i servizi che crescono

Roma quest’anno guida la classifica con il 14,5% del totale, scalzando Milano, che nel 2025 era al primo posto e ora si assesta al 10%. Nella parte alta della graduatoria compaiono anche Monza e Brianza, Torino, Bologna, Brescia, Varese, Padova e Verona. L’unica città del Sud a farsi largo nella Top 10 è Napoli, con una quota del 3,2%. La spinta verso la mobilità elettrica si vede pure altrove: le richieste di polizze per auto full electric sono cresciute del 37% e quelle per riparare le biciclette elettriche del 13%. Sta emergendo poi una domanda sempre più forte di servizi integrati, dalla gestione della documentazione per accedere al bonus fino a soluzioni chiavi in mano che comprendono dispositivo, installazione e certificazione. Non manca chi ha già la wallbox e cerca solo il montaggio e la messa a norma. Nei casi con distanze importanti tra contatore e punto di ricarica può servire un sopralluogo tecnico e la valutazione di eventuali opere edili. Cresce anche l’interesse per l’integrazione della ricarica con gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo, mentre per garage e posti auto condominiali contano molto gli aspetti autorizzativi, il collegamento alla linea privata e la conformità degli impianti, compresa la sicurezza antincendio per i box interrati.

Fonte
Immagine: e-ricarica.it

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