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Enzo Ferrari: il 14 agosto 2026 i 38 anni dalla scomparsa

Enzo Ferrari se ne andava il 14 agosto di trentotto anni fa, eppure sembra ieri. Il tempo corre veloce, quasi quanto le auto del cavallino rampante, e il 14 agosto 2026 segna il 38° anniversario di una scomparsa che ha lasciato orfani gli affetti più cari e la fabbrica di Maranello. Ma c'è una cosa...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Enzo Ferrari se ne andava il 14 agosto di trentotto anni fa, eppure sembra ieri. Il tempo corre veloce, quasi quanto le auto del cavallino rampante, e il 14 agosto 2026 segna il 38° anniversario di una scomparsa che ha lasciato orfani gli affetti più cari e la fabbrica di Maranello. Ma c’è una cosa curiosa in tutto questo: a quasi quattro decenni di distanza, il mito non solo resiste, brilla di una luce sempre più forte. Alimentato dal carisma di un uomo fuori dal comune e da vetture che se ne infischiano delle mode.

Le sportive stradali e da corsa della casa emiliana sono leggenda pura, capaci di accendere un amore quasi viscerale in ogni angolo del pianeta. Dai Gran Premi di Formula 1 alle sfide durissime dell’Endurance, la bacheca del marchio trabocca di trionfi. E basta scorrere una minima parte di questo Pantheon motoristico per capire la portata della grandezza: 166 MM, 250 GT Berlinetta SWB, 250 Le Mans, 250 GTO, 250 GT Spyder California SWB, 250 Testa Rossa, 330 P4, 275 GTB, 365 GTB/4 Daytona, Testarossa, F40 e via dicendo. Una sfilata di capolavori che nessun altro costruttore al mondo può nemmeno lontanamente vantare.

Una vita da romanzo, cominciata a Modena

Nato a Modena il 18 febbraio 1898, Enzo Ferrari ebbe un’esistenza degna di un romanzo. Né i genitori Alfredo e Adalgisa, né forse lui stesso, avrebbero mai immaginato un destino così luminoso. Le difficoltà, comunque, furono enormi lungo tutto il tragitto. E solo una persona di tempra straordinaria poteva riuscire a superarle. All’inizio Ferrari puntava a farsi un nome come pilota: tuta, casco e qualche risultato discreto al volante. Poi capì abbastanza in fretta che il suo posto era dall’altra parte della barricata.

Prima come uomo chiave e manager dell’Alfa Romeo, legando il proprio nome ai successi del biscione. Poi come costruttore vero e proprio. Dopo la rottura con la casa milanese si mise in proprio, dando vita nel 1940 all’Auto Avio Costruzioni, con la storica 815. Qualche anno più tardi, nel 1947, fondò la Ferrari, perché ormai erano scaduti quei vincoli contrattuali con l’Alfa Romeo che gli impedivano di usare il suo nome.

Il mito nato dalla 125 S

Ad aprire il sentiero della leggenda ci pensò l’indimenticabile 125 S, mossa da un motore da 1.5 litri a 12 cilindri. Un’architettura destinata a diventare il simbolo stesso della casa di Maranello, una firma tecnica riconoscibile a distanza di decenni. Con la sua genialità cristallina, l’intuito fuori dal comune e una grinta di ferro, Enzo Ferrari divenne il punto di riferimento assoluto dell’automobilismo mondiale. Le splendide gran turismo e le belve da competizione si sono insediate per sempre nel cuore degli appassionati, e il 14 agosto 2026 resta la data che ricorda quando tutto questo perse il suo creatore.

Fonte
Immagine: clubalfa.it

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