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BMW XM verso lo stop: addio prima della seconda generazione

Il destino della BMW XM sembra ormai segnato, e le ultime voci che arrivano da Monaco parlano chiaro: la produzione potrebbe fermarsi del tutto entro pochi anni, senza che venga mai sviluppata una seconda generazione. Un finale amaro per quella che, sulla carta, doveva essere la M più potente mai...

Dario Di Dario 2 min di lettura

Il destino della BMW XM sembra ormai segnato, e le ultime voci che arrivano da Monaco parlano chiaro: la produzione potrebbe fermarsi del tutto entro pochi anni, senza che venga mai sviluppata una seconda generazione. Un finale amaro per quella che, sulla carta, doveva essere la M più potente mai costruita. Eppure qualcosa non ha funzionato come previsto.

Il problema, a dirla tutta, è che questa vettura non è stata capita fino in fondo. Ha puntato molto, forse troppo, su uno stile parecchio divisivo e su una potenza spinta all’eccesso che non ha fatto breccia nel cuore degli appassionati. E viene naturale chiedersi: se quei 750 cavalli fossero finiti sotto il cofano di una M4, come sarebbero andate le vendite? Difficile dirlo, ma il dubbio resta.

Una scelta sofferta ma dettata dai numeri

Mandare avanti un’erede o mettere mano a un restyling profondo di metà carriera vorrebbe dire investire cifre importanti, e questo è proprio ciò che BMW preferisce evitare in questo momento. La strategia del marchio guarda altrove, verso una elettrificazione completa della gamma che parte dalla nuova architettura Neue Klasse. Al momento la BMW XM resta comunque a listino e ordinabile in tutte le sue varianti di potenza, ma la sua storia commerciale si chiuderà con l’attuale ciclo di vita.

Le indiscrezioni parlano di uno stop definitivo ben prima del 2030. Il super SUV ibrido plug in, nato per festeggiare i cinquant’anni del reparto sportivo M, non ha centrato gli obiettivi sperati dalla casa bavarese. Le vendite globali sono rimaste parecchio sotto le aspettative, con una frenata pesante soprattutto in mercati chiave come la Cina e gli Stati Uniti.

Design, peso e prezzo: il mix che non ha pagato

A frenare la diffusione del modello hanno pesato diversi fattori messi insieme. Un design fortemente polarizzante, un peso importante e un prezzo di listino davvero esclusivo hanno reso complicato recuperare i costi di sviluppo. Davanti a risultati così deludenti, i vertici tedeschi hanno avviato una riorganizzazione della gamma, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse finanziarie a disposizione.

Il ragionamento è tutto sommato semplice. Progettare un’erede diretta o un aggiornamento profondo costerebbe troppo, e quei soldi la casa preferisce spostarli sui progetti legati all’elettrificazione totale. Il punto di partenza è proprio la modernissima piattaforma Neue Klasse, su cui BMW sta puntando gran parte delle sue fiches per gli anni a venire.

Fonte
Immagine: fleetmagazine.com

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