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Moto Guzzi Galletto e Bianchi: la mobilità del dopoguerra

La Moto Guzzi Galletto è uno di quei nomi che fanno drizzare le orecchie a chiunque abbia un minimo di passione per i motori d'epoca. E a Mercanteinfiera, l'appuntamento ospitato alle Fiere di Parma, torna a essere protagonista insieme a tante altre due ruote che hanno raccontato l'Italia del...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La Moto Guzzi Galletto è uno di quei nomi che fanno drizzare le orecchie a chiunque abbia un minimo di passione per i motori d’epoca. E a Mercanteinfiera, l’appuntamento ospitato alle Fiere di Parma, torna a essere protagonista insieme a tante altre due ruote che hanno raccontato l’Italia del dopoguerra. Un viaggio nella mobilità di un’epoca in cui spostarsi significava arrangiarsi, inventare, mettere insieme ingegno e poche risorse.

Chi c’era in quegli anni lo ricorda bene. L’Italia usciva a pezzi dal conflitto e la gente aveva bisogno di muoversi, di raggiungere il lavoro, di tornare a vivere. Le automobili erano un lusso per pochissimi, mentre una due ruote motorizzata diventava la soluzione concreta, alla portata di famiglie che fino a poco prima si spostavano a piedi o in bicicletta. Ed è proprio qui che entrano in scena mezzi diventati poi leggendari.

La Moto Guzzi Galletto e il fascino di un’epoca

La Galletto rappresenta perfettamente lo spirito di quel periodo. Un mezzo pratico, robusto, pensato per durare e per affrontare le strade dell’epoca, che strade vere spesso non erano. Moto Guzzi, già allora un marchio con una solida reputazione, seppe intercettare un bisogno diffuso e proporre qualcosa che univa la comodità di uno scooter alla solidità di una moto. Non a caso oggi è molto ricercata dai collezionisti.

A Mercanteinfiera non si parla però solo di lei. L’esposizione dedicata alla mobilità del dopoguerra mette in fila una serie di esemplari capaci di far tornare indietro nel tempo. Ogni pezzo porta con sé una storia, un modo di vivere, un pezzo di memoria collettiva che merita di essere raccontato e, soprattutto, conservato.

La Bicicletta Bianchi motorizzata, ingegno all’italiana

Accanto ai mezzi più blasonati trova spazio anche la Bicicletta Bianchi motorizzata, emblema di un’inventiva tutta italiana. L’idea era semplice e geniale allo stesso tempo, prendere una normale bicicletta e aggiungerle un piccolo motore, trasformando così un mezzo a pedali in qualcosa che permetteva di coprire distanze maggiori con molta meno fatica. Bianchi, nome storico del ciclismo e non solo, ci aveva visto giusto.

Questo tipo di soluzione racconta meglio di tante parole come fosse fatta la mobilità del dopoguerra. Non c’erano grandi budget, non c’era abbondanza, ma c’era una voglia enorme di ripartire. E il motore applicato alla bicicletta diventava la risposta più intelligente, economica e immediata per migliaia di persone.

Oggi a Mercanteinfiera questi mezzi vengono esposti e valorizzati, offrendo a visitatori e appassionati l’occasione di toccare con mano un pezzo di storia. Le Fiere di Parma si confermano un palcoscenico ideale per chi ama il collezionismo e il fascino di oggetti che hanno segnato un’epoca intera.

Fonte
Immagine: automania.it.it

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