La TECHART GTclassic è il modo del preparatore tedesco di raccontare una vecchia idea con parole nuove: prendere una Porsche 911 classica, quella che tutti sognano di avere in garage, e renderla ancora più coinvolgente senza cancellarne l’anima. La base è una Porsche 911 della serie 964, ma da lì in poi cambia praticamente tutto, sotto la carrozzeria come sopra. Presentata a settembre 2026, la GTclassic non vuole essere una replica storica. È piuttosto una reinterpretazione, con un motore boxer che spinge fino a 380 CV e una produzione limitata a soli 11 esemplari.
Il punto di partenza è concreto: nessuna nostalgia fine a sé stessa, ma un progetto pensato come un tutt’uno. Ogni pezzo dialoga con gli altri, dal telaio agli interni. E questo, a conti fatti, è ciò che distingue un lavoro serio da una semplice verniciata.
Una 964 rivista da cima a fondo senza tradirsi
Si parte da una 911 964 Carrera 4 Coupé, sottoposta a un restauro attento in cui vengono ridefinite proporzioni e presenza su strada. Lo stile guarda alle prime Porsche 911 F, quelle dalle linee pulite e riconoscibili al primo sguardo, senza però copiarle. Il frontale porta indicatori anteriori monoblocco con prese d’aria integrate e nuovi fari LED con firma luminosa diurna.
La tecnologia moderna entra in punta di piedi, per non rovinare il carattere della vettura. I retrovisori Retrosport chiudono il fianco, mentre dettagli color Champagne corrono lungo la carrozzeria, tra cornici dei fari, finestrini e minigonne. Dietro spicca il ducktail TECHART con due prese d’aria e nuove luci posteriori LED monoblocco. Un tocco d’orgoglio? La scritta TECHART placcata in oro 24 carati.
Cerchi Retrosport, freni Turbo e un boxer da 380 CV
Occhio ai nuovi cerchi forgiati Retrosport da 18 pollici. Il design strizza l’occhio ai celebri Fuchs, ma aggiunge aperture pensate per raffreddare meglio l’impianto e lasciare in vista la frenata Turbo. Le misure sono 8,5 x 18 all’anteriore e 10 x 18 al posteriore, struttura monopezzo, finitura Dual-Paint. Estetica sì, ma con una funzione precisa dietro.
Il cuore di tutto è il sei cilindri boxer da 3,8 litri raffreddato ad aria, che nella versione più spinta arriva a 380 CV (279 kW). Lo scarico dedicato ha terminali centrali e finiture in carbonio. TECHART non ha inseguito solo il numero della potenza: il lavoro grosso è stato sull’intesa tra motore, sospensioni, freni e tecnologia. L’assetto è un High-Performance con serbatoi esterni, ci sono i supporti motore Motorsport e l’impianto frenante Turbo. L’idea è chiara: la risposta diretta di una sportiva analogica, ma con la precisione di un’auto moderna.
Interni tra pelle, lancette e tecnologia discreta
Anche in abitacolo si cerca l’equilibrio tra ieri e oggi. TECHART realizza in casa i rivestimenti in pelle e le soluzioni su misura dal 1987, e quella mano si sente. Resta il quadro strumenti a cinque elementi circolari, con il contagiri al centro secondo la tradizione Porsche e la scala fino a 7.500 giri al minuto.
C’è pure il Chrono Package con cronometri analogici Hanhart, un rimando al mondo dei rally. Ma niente rinunce moderne: il Porsche Classic Radio porta navigazione, connettività per smartphone e vivavoce Bluetooth. A richiesta arrivano impianto Hi-Fi, illuminazione ambientale e sedili Clubsport. La GTclassic sarà prodotta in soli 11 esemplari, ciascuno personalizzabile secondo i gusti del cliente.
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Immagine: automoto.it
