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Truffa del tergicristallo: come funziona e come evitarla

La truffa del tergicristallo è tornata a colpire nei parcheggi delle grandi città, e capita molto più spesso di quanto si pensi. La scena è sempre la stessa: si torna alla macchina dopo la spesa o una commissione e si trova una banconota infilata sotto il tergicristallo. Cinquanta euro, a volte...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La truffa del tergicristallo è tornata a colpire nei parcheggi delle grandi città, e capita molto più spesso di quanto si pensi. La scena è sempre la stessa: si torna alla macchina dopo la spesa o una commissione e si trova una banconota infilata sotto il tergicristallo. Cinquanta euro, a volte anche cento. E qui arriva la domanda che viene naturale: chi mai lascerebbe dei soldi sull’auto di uno sconosciuto? Un benefattore, un anima buona? Purtroppo no. Si tratta di una vera e propria truffa, che negli ultimi tempi sta tornando di moda tra i parcheggi di supermercati, centri commerciali e aree di servizio.

Il meccanismo è quasi elementare, ma funziona proprio perché fa leva su un riflesso che riguarda un po’ tutti: vedere dei soldi e volerli prendere subito, senza starci troppo a pensare. Sono lì, sulla mia auto, quindi li prendo. Facile, fin troppo.

Come funziona la truffa del tergicristallo

I ladri di solito infilano la banconota dal lato opposto a quello del guidatore. Non è un caso: così la vittima è costretta a fare il giro dell’auto per raggiungerla, lasciandosi alle spalle la portiera aperta, con le chiavi ancora nel quadro e, in certi casi, addirittura il motore acceso. Ed è lì che scatta il problema. Basta scendere per andare a prendere quei soldi, che tra l’altro spesso sono contraffatti, e per qualche secondo l’auto resta incustodita e aperta, con dentro tutto quello che si era appena posato.

Serve un attimo. Qualcuno che nel frattempo aspettava poco distante, fingendo di fare altro, si avvicina e porta via ciò che trova. Nei casi peggiori, se il motore è rimasto acceso, se ne va direttamente con l’auto. Tutto qui. Niente tecnologia, niente strumenti sofisticati: solo tempismo e la nostra distrazione di un momento.

Perché ci cascano quasi tutti

Non è una questione di ingenuità. Il punto è che una banconota vera, o che sembra tale, trovata per caso, fa gola a chiunque e può abbassare la guardia per un istante. Quante volte sono stati ignorati i classici volantini pubblicitari lasciati sul parabrezza a prendere polvere? Una banconota, invece, non la si lascia lì. E i ladri lo sanno benissimo: per questo hanno abbandonato i vecchi foglietti e sono passati ai soldi veri, oppure a banconote finte che a un primo sguardo distratto passano inosservate.

La difesa più efficace è cambiare l’ordine delle cose e provare a essere imprevedibili. Meglio bloccare l’auto, chiudere tutto, e solo dopo andare a controllare cos’è quel pezzo di carta sul vetro. Se si nota qualcuno fermo nei paraggi che sembra osservare, o due persone appostate senza un motivo apparente, la cosa migliore è allontanarsi e non fermarsi affatto. E se proprio la curiosità è troppa, si può prendere la banconota, ma senza lasciare l’auto aperta nemmeno per dieci secondi. Quei dieci secondi sono esattamente il tempo che serve a chi sta osservando. La soluzione ideale resta allontanarsi dal punto in cui si è trovato il denaro, perché il ladro potrebbe essere ancora lì in agguato, e controllare la banconota solo qualche chilometro più avanti.

Vale comunque la pena segnalare l’episodio alla polizia locale o ai carabinieri, anche quando non è stato rubato nulla. Sono proprio queste segnalazioni ad aiutare a capire dove si concentra questo tipo di truffe e, magari, a beccare chi le mette in pratica. Il consiglio in fondo è uno solo, semplice da tenere a mente: qualsiasi cosa distragga da un lato dell’auto, va sempre tenuto d’occhio l’altro lato. È lì che, quasi sempre, sta il vero problema.

Fonte
Immagine: newsauto.it

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