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Auto

Toyota 1/X, il concept del 2007 che pesava solo 420 kg

La Toyota 1/X resta uno di quei progetti che meritano di essere raccontati ancora oggi, perché nel 2007, quando l'auto elettrificata muove appena i primi passi e la parola sostenibilità entra con insistenza nel vocabolario dell'industria, i giapponesi decidono di ribaltare la logica dominante. Al...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La Toyota 1/X resta uno di quei progetti che meritano di essere raccontati ancora oggi, perché nel 2007, quando l’auto elettrificata muove appena i primi passi e la parola sostenibilità entra con insistenza nel vocabolario dell’industria, i giapponesi decidono di ribaltare la logica dominante. Al Salone di Tokyo arriva questa 1/X, pronunciato “one X”, con un’idea che a distanza di anni suona incredibilmente attuale. Per consumare meno non basta lavorare sul motore, prima di tutto bisogna costruire un’auto molto più leggera.

Il nome stesso riassume tutto. Gli ingegneri concentrano lo sviluppo sulla riduzione della massa e sull’efficienza aerodinamica, invece di limitarsi a spingere ancora di più sul sistema ibrido già esistente. Una scelta controcorrente, se si pensa a dove stava andando il mercato in quegli anni.

La leggerezza prima di tutto

L’obiettivo è ambizioso al limite dell’assurdo, quasi dimezzare i consumi della Toyota Prius dell’epoca, che dichiara circa 5,1 l/100 km, e farlo senza togliere spazio a chi viaggia a bordo. Il risultato è una vetturetta lunga appena 3,90 metri, capace però di offrire a quattro persone un’abitabilità paragonabile proprio a quella della Prius. Il numero che colpisce di più è il peso, appena 420 kg. Per capirci, la Prius di quegli anni pesa più o meno il triplo. La differenza nasce soprattutto dall’uso massiccio della fibra di carbonio, impiegata sia nella struttura portante sia in parti importanti della carrozzeria.

Ridurre le dimensioni esterne non ha voluto dire rinunciare all’abitabilità. Il passo misura 2,60 metri, un valore piuttosto generoso rispetto alla lunghezza complessiva, e questo permette di sfruttare al meglio ogni centimetro all’interno. Altra trovata intelligente, il motore trova posto sotto i sedili posteriori, lasciando ai progettisti più libertà nel disegnare l’abitacolo.

Un motore da appena 500 cc

Anche sotto il cofano la filosofia non cambia. La Toyota monta un bicilindrico da soli 500 cm³, affiancato a un motore elettrico. Il tutto è possibile grazie alla tecnologia plug-in hybrid, che affida una parte consistente del lavoro alla componente elettrica. Così il piccolo termico non deve reggere da solo tutte le prestazioni. Il propulsore è pensato per funzionare con carburanti diversi, bioetanolo compreso, e la batteria si ricarica sia con la frenata rigenerativa sia collegando l’auto a una normale presa di corrente.

La caccia al peso arriva ovunque. I sedili usano una struttura a rete che taglia materiale e chili senza sacrificare il comfort. Il tetto sfrutta materiali plastici che imitano la struttura delle fibre vegetali e lasciano filtrare la luce naturale, mentre le grandi superfici vetrate regalano una sensazione di spazio preziosa su un’auto così piccola. Perfino ruote e pneumatici sono disegnati apposta, più stretti e leggeri, con un profilo studiato per limitare gli spruzzi sul bagnato e migliorare la visibilità di chi segue.

Le orecchie elettroniche

C’è poi una chicca sul fronte dell’acustica. La 1/X sperimenta dei piccoli microfoni esterni che funzionano come vere e proprie orecchie elettroniche. Il sistema raccoglie i rumori dell’ambiente e li riporta nell’abitacolo in modo selettivo. I suoni utili a capire cosa succede attorno restano, le frequenze più fastidiose e il rumore stradale vengono filtrati.

Alla fine questa Toyota 1/X dimostra una cosa semplice ma spesso dimenticata. L’efficienza non dipende per forza dalla quantità di tecnologia che si aggiunge a un’auto. A volte la soluzione migliore è fare l’esatto contrario, togliere peso, ridurre gli ingombri e dare a ogni componente una funzione precisa.

Fonte
Immagine: it.motor1.com

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