La Triumph Bonneville T40 cambia le carte in tavola e porta il nome più celebre di Hinckley su una moto completamente nuova, monocilindrica e da 400 cm³. Dopo aver schierato Speed, Scrambler, Thruxton e Tracker, la casa inglese tira fuori l’asso che teneva nascosto nella manica: mettere la scritta Bonneville sul serbatoio di una piccola di cilindrata. Le nuove T40 e T40 Black sono la sesta e la settima moto costruite sulla piattaforma monocilindrica TR sviluppata insieme a Bajaj, quella che finora ha superato i 60.000 esemplari venduti in oltre 50 Paesi. La sigla ricalca quella delle sorelle maggiori T100 e T120, che all’origine indicava la velocità massima in miglia orarie. Qui, diciamo, meglio sperare che il parallelo non valga.
Una Bonneville in scala, fin nei dettagli
A colpo d’occhio sembra tutto al suo posto. Serbatoio a goccia con le protezioni in gomma per le ginocchia e il badge a tre barre, faro tondo a LED con luce diurna, parafanghi lunghi, doppio ammortizzatore, ruote a raggi da 18 pollici davanti e 17 dietro con canali in alluminio e il classico silenziatore peashooter. Le filettature sul serbatoio sono fatte a mano, proprio come sulle Bonneville “vere”, e i carter frizione e alternatore conservano quella forma classica in alluminio spazzolato. Il monocilindrico è stato ripulito il più possibile, con cavi e tubi nascosti e le alettature lavorate sulla testa per richiamare le bicilindriche raffreddate ad aria. La T40 arriva in tre livree bicolore: Aegean Blue e Fusion White, Meriden Blue e Tangerine Orange, New England White e Jet Black, con specchi e maniglione cromati e scarico in acciaio spazzolato. La T40 Black è invece la versione dark, con Matt Pewter Grey e Matt Phantom Black, cerchi neri lucidi e raggi in acciaio a contrasto, carter verniciati a polvere e scarichi neri.
Motore, elettronica e numeri da moto grande
Il monocilindrico TR Series raffreddato a liquido ha una testa rivista e una mappatura dedicata che sposta la spinta verso il basso: 32 CV a 7.000 giri e 36 Nm a 5.000 giri, con il minimo abbassato per ritrovare quel “battito” tipico della Bonneville. Rispetto alla Speed 400 si rinuncia a qualche cavallo in alto in cambio di più coppia ai regimi di tutti i giorni. E si guida con patente A2 senza bisogno di depotenziamento. La sorpresa vera, però, è l’elettronica, finora mai vista nella categoria delle 400 classiche: piattaforma inerziale con ABS e controllo di trazione cornering, cinque riding mode (Road, Rain, Eco più due personalizzabili), cruise control, frecce autospegnenti, luce d’emergenza in frenata e presa USB-C. Il tutto gestito da un TFT tondo da 4 pollici con navigazione cartografica di serie tramite la nuova app Triumph Navigation, gestione del telefono e della musica dal blocchetto sinistro retroilluminato e una modalità Heritage che simula lo strumento analogico, pensata per chi gli schermi proprio non li sopporta. L’impianto frenante ha una pinza anteriore a due pistoncini e tubi in treccia. La sella è a 79 cm (77 con quella bassa, disponibile come optional in nero o marrone), il peso in ordine di marcia è di 191 kg, con cavalletto centrale di serie e tagliandi ogni 16.000 km. I prezzi verranno comunicati a inizio 2027 e la moto arriverà in concessionaria dalla primavera. Il debutto dal vivo, intanto, è fissato a EICMA 2026.
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Immagine: insella.it
