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Bezzecchi: “Terzo nel mondiale non è un caso, ecco cosa mi manca”

A margine del GP di Mandalika, Marco Bezzecchi si è raccontato senza filtri, parlando di tutto, dalla stabilità ritrovata in sella all'Aprilia fino a quel taglio di capelli di Silverstone che tanti hanno letto come un passaggio simbolico. Il pilota ha spiegato cosa gli serve ancora per giocarsi il...

Dario Di Dario 4 min di lettura

A margine del GP di Mandalika, Marco Bezzecchi si è raccontato senza filtri, parlando di tutto, dalla stabilità ritrovata in sella all’Aprilia fino a quel taglio di capelli di Silverstone che tanti hanno letto come un passaggio simbolico. Il pilota ha spiegato cosa gli serve ancora per giocarsi il titolo, confermando che quel suo essere spesso terzo nel mondiale non arriva dal nulla ma da un lavoro preciso.

L’intervista è stata realizzata nell’hotel dove alloggiano il pilota e la squadra, una scelta che ha permesso di aggirare la regola sui diritti video che vieta di filmare i piloti direttamente al circuito. Si parte da una curiosità, il cappellino, quello che è quasi impossibile non vedere addosso ai piloti. Bezzecchi ammette che in Aprilia su queste cose sono abbastanza permissivi, nessuno fa drammi se una volta se lo dimentica. Però resta una questione di rispetto verso la squadra e verso gli sponsor personali come Monster. E poi, aggiunge semplicemente, gli piace.

Il taglio di capelli e la vittoria in India

Sul famoso taglio di capelli a Silverstone, letto da molti come il passaggio da ragazzo a uomo, la verità è più terra terra. Bezzecchi era semplicemente stufo dei capelli lunghi e ha deciso di tagliarli, niente di pensato o simbolico. Non è stato il primo a farglielo notare, ma il motivo resta quello, nessuna voglia di diventare uomo da un giorno all’altro. Chi guarda le vecchie foto però nota un approccio diverso rispetto a prima.

Il discorso scivola poi sulla super vittoria in India nel 2023, quella con un margine enorme, su una pista nuova per tutti. Secondo il pilota il segreto era stato il lavoro fatto durante tutto il weekend, cresciuto passo dopo passo. Dopo una pole arrivata al sabato, nella sprint si era toccato con Luca in partenza finendo ultimo, ma proprio da lì aveva tirato fuori una rimonta clamorosa che gli aveva dato fiducia per la domenica. Quel giorno, racconta, la moto faceva tutto quello che voleva, una di quelle giornate rare che vanno sfruttate. È stata anche la sua ultima vittoria con la squadra di Valentino Rossi, anche se allora non lo sapeva. Sul distacco finale ammette che il rivale Martin aveva avuto un problema fisico e commesso un errore alla curva 5, perdendo secondi preziosi, ma restava comunque un buon vantaggio.

Il cane Rubik, i tifosi e il sogno Motomondiale

Spazio anche al lato privato, a partire dal rapporto con il cane Rubik, finito persino sul pass stilizzato. Per Bezzecchi è qualcosa che non si capisce finché non lo si vive, un po’ come un figlio, dice tra virgolette, dato che lui figli non ne ha. L’affetto è quello di qualcuno che ti rende sempre contento, che ti fa una gran festa quando torni a casa a prescindere dall’umore. Il suo migliore amico, insomma.

Sul fronte dei tifosi, e in particolare delle tante ragazze che reagiscono ai suoi contenuti social, il pilota schiva con un sorriso e si limita a dire che si sente ben voluto. Alla battuta classica del “beati voi che girate il mondo”, la risposta è onesta. È un privilegio innegabile, un sogno poter correre nel Motomondiale, qualcosa che lui non chiama nemmeno lavoro. Ma c’è anche il rovescio della medaglia, i viaggi incollati uno all’altro, gli orari da reggere, il dover performare al top magari dopo aver dormito due ore. Resta comunque molto più il bello del difficile.

Tornando indietro a quando aveva 15 anni, Bezzecchi ricorda l’emozione di essere stato scelto da Valentino Rossi. Da sempre tifoso di Vale, conoscerlo lo agitava al punto da sentirsi così per anni, anche incrociandolo al ranch. Entrare nell’Academy, in un’età in cui trovare la strada da soli non è facile, lo definisce una bella botta di fortuna e un’opportunità per cui sarà sempre grato.

Fonte
Immagine: moto.it

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