Dopo un 2026 pieno zeppo di uscite, la gamma BYD 2027 alza ancora l’asticella. E non lo fa solo con nuovi modelli o restyling, ma con qualcosa che molti aspettavano da tempo: le batterie allo stato solido. Non parliamo di un semplice aggiornamento tecnico. Qui si rischia davvero di cambiare le carte in tavola. Questo tipo di accumulatore, che debutterà presto su un modello inedito, promette durata, efficienza, tempi di ricarica e autonomia nettamente superiori rispetto alle attuali batterie allo stato liquido.
Il resto della gamma, intanto, si rinnova quasi del tutto. Restyling estetici, ritocchi meccanici e qualche sorpresa interessante sparsa qua e là.
Seal 06 e Great Tang: tecnologia a tutto spiano
La BYD Seal 06 cresce fino a 4,87 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,50 di altezza, con un passo allungato di 30 mm che ora tocca i 2,82 metri. Le novità estetiche sono poche ma mirate: i proiettori anteriori a LED con il design chiamato “Wave Star River” e le prese d’aria ridisegnate agli angoli dei paraurti. Lo stile resta fedele a quello che già conosciamo, mentre a saltare all’occhio è il sensore LiDAR sul tetto, gestito dal sistema di guida assistita God’s Eye 5.0. La versione completamente elettrica arriva a 326 CV, mentre l’ibrida plug-in DM-i promette un’autonomia combinata da record, oltre 2.300 km. Merito delle Blade Battery di seconda generazione e del sistema Flash Charging, capace di erogare fino a 1.500 kW e completare la ricarica in una manciata di minuti.
Poi c’è la BYD Great Tang 2027, il grande SUV elettrico premium a 7 posti. Cambia radicalmente nel design e porta al debutto le Blade Battery di nuova generazione con capacità fino a 130 kWh. L’autonomia massima sfiora i 950 km nel ciclo di omologazione cinese. Sotto il cofano, doppio motore e trazione integrale da circa 600 CV, con uno 0 a 100 km/h in 3,9 secondi. A gestire il comfort ci pensano sospensioni pneumatiche intelligenti a doppia camera. Dentro, un salotto digitale: display centrale da 30 pollici affiancato da un pannello curvo da 35 pollici alla base del parabrezza. I passeggeri dietro viaggiano quasi in business class, con sedili reclinabili fino a 130 gradi e oltre un metro di spazio per le gambe.
Dolphin SURF, Atto 2 e Atto 3 Evo: le novità di gamma
La piccola BYD Dolphin SURF si evolve e passa alla trazione posteriore con un motore più potente, da 129 CV. Arrivano il bagagliaio anteriore (frunk), il retrotreno indipendente e un sensore LiDAR opzionale. Cresce parecchio, 21 centimetri in più, fino a 4,20 metri rispetto ai 3,99 dell’attuale versione europea. L’interasse sale a 2,65 metri, quindi più spazio per le gambe dietro. Con la maggiore larghezza, 1,81 metri, debutta il terzo sedile nella seconda fila. A bordo, piccolo cruscotto digitale dietro al volante e schermo centrale da 12,8 pollici che raggruppa tutto.
La BYD Atto 2 riceve il nuovo pacco batterie Blade LFP da 51,1 kWh, con autonomia fino a circa 370 km in ciclo WLTP. Resta la dotazione ricca: motore elettrico da 95 CV, pompa di calore di serie, schermo centrale rotante da 12,8 pollici e ricarica bidirezionale V2L. La BYD Atto 3 Evo è invece un vero salto generazionale, basato sull’architettura a 800V che riduce la ricarica dal 10 all’80 per cento a soli 25 minuti, con potenza fino a 220 kW. Addio trazione anteriore: ci sono versioni a trazione posteriore da 313 CV e varianti integrali da 449 CV. In più, cambio spostato sul piantone dello sterzo, frunk anteriore da oltre 100 litri e sensore LiDAR per una guida semiautonoma di alto livello.
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Immagine: fleetmagazine.com
