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Car Clinic Hail Check: lo scanner che mappa la grandine

Car Clinic Hail Check è la risposta tecnologica a un'estate, anzi a un intero anno, che ha messo in ginocchio migliaia di automobilisti italiani a colpi di grandine. L'ultima perturbazione atlantica ha attraversato la penisola portando rovesci, temporali e chicchi di ghiaccio dalle regioni...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Car Clinic Hail Check è la risposta tecnologica a un’estate, anzi a un intero anno, che ha messo in ginocchio migliaia di automobilisti italiani a colpi di grandine. L’ultima perturbazione atlantica ha attraversato la penisola portando rovesci, temporali e chicchi di ghiaccio dalle regioni settentrionali fino al Centro e all’Adriatico. E non si tratta di un caso isolato. Il primo semestre del 2026 ha fatto segnare 2.983 eventi grandinigeni, un nuovo primato storico che vale +51% rispetto alla media registrata tra il 2020 e il 2025, con un balzo dell’8,7% rispetto al precedente record del 2023.

Numeri che raccontano un fenomeno ormai strutturale, non più un’eccezione stagionale. Basti pensare che nel primo semestre del 2026 si sono contate 231 grandinate con indice di severità estrema, un valore pari a 3,4 volte la media storica. Di fronte a tutto questo Car Clinic, network di carrozzerie tra i più diffusi in Italia, ha deciso di adottare un sistema di ispezione automatizzata sviluppato dalla tedesca AutoScan GmbH, pensato proprio per rilevare e documentare i danni da grandine in tempi record.

Come funziona lo scanner che legge la carrozzeria in pochi secondi

Il meccanismo è sorprendentemente semplice, almeno dal punto di vista dell’automobilista. Il veicolo attraversa un arco dotato di 5 telecamere HD e sensori. Bastano circa 4 secondi di scansione e altri 20-30 secondi di elaborazione affidata all’intelligenza artificiale perché l’intera carrozzeria venga documentata, i danni identificati e il report digitale pronto per la gestione del sinistro. La velocità di stima e rilevazione cresce così di oltre il 300%.

Qualche accortezza serve comunque. Il veicolo deve essere pulito, asciutto e deve attraversare l’arco in modo rettilineo e a velocità costante. Il sistema riconosce in automatico marca, modello, targa, colore, anno e tipologia dell’auto, generando un report standardizzato subito utilizzabile per la valutazione del danno. Un documento uniforme, insomma, quello che compagnie assicurative e clienti si aspettano per non perdere tempo in contenziosi.

Oltre 31.000 interventi in quattro anni, cofani e tetti nel mirino

I dati dell’osservatorio Car Clinic parlano chiaro. Dal 2023 a oggi il network ha gestito più di 31.000 interventi per danni da grandine: 9.652 nel 2023, 14.585 nel 2024 con un +51% sull’anno precedente, poi 4.417 nel 2025, un’annata più tranquilla, e 2.403 finora nel 2026, con una stima di circa 7.000 a fine anno. Le province più colpite nel biennio 2025-2026 sono Brescia, Milano, Varese, Como, Monza Brianza, Cremona, Parma e Belluno.

Interessante anche capire dove i chicchi fanno più male. Il cofano anteriore e il tetto risultano le superfici più vulnerabili: il primo danneggiato in media nel 65% dei veicoli riparati, il secondo nel 40%. Sul cofano, più di un intervento su tre richiede la sostituzione completa del pannello. In entrambi i casi la verniciatura parziale resta la riparazione più frequente.

Per gestire i picchi di lavoro nelle fasi più critiche, Car Clinic ha messo in piedi un modello di risposta rapida basato su strutture dedicate. Oggi sono attivi Hub grandine a Pero in provincia di Milano, a Treviso e a Torino, affiancati dalle cosiddette Unità di Crisi, strutture temporanee attivate a Milano Lambrate e a Brescia nei momenti di maggiore pressione. Ogni hub mette a disposizione spazi dedicati, personale aggiuntivo, auto di cortesia per i clienti e bisarche per spostare i veicoli tra i vari centri.

Come spiega Andrea Concina, Operation Director di Car Clinic, il cambiamento climatico ha trasformato la grandine da evento eccezionale a variabile con cui il settore della carrozzeria deve fare i conti ogni anno. I dati operativi lo confermano, con oltre 31.000 interventi dal 2023 e picchi che mettono sotto pressione l’intera rete. In pochi secondi il veicolo viene documentato, il report è pronto e il lavoro può cominciare.

Fonte
Immagine: pneusnews.it

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