Il noleggio veicoli si prende una fetta sempre più grossa del mercato italiano. Tra gennaio e settembre 2026 quasi un veicolo nuovo su tre immatricolato nel Paese era destinato proprio a questo canale. Numeri alla mano, il comparto ha toccato 443.728 targhe, il 5,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, arrivando a una quota del 31,6% sul totale nazionale. Nel solo terzo trimestre la crescita è stata più misurata, pari al 3,1%, con 98.682 veicoli tra automobili e commerciali leggeri.
I dati raccontano un comparto in movimento. Da luglio a settembre il noleggio ha immatricolato 83.092 vetture, in aumento del 7,6%, e 15.590 veicoli commerciali leggeri, questi ultimi però in calo del 15,5%. La quota complessiva del canale nel trimestre si è fermata al 26,6%, con il 25% tra le auto e il 40,9% tra i mezzi da lavoro. A spingere tutto è soprattutto il noleggio a breve termine, che nei primi nove mesi ha guadagnato il 36,5% toccando quota 130.000 unità, cioè 35.000 in più rispetto all’anno precedente. Il lungo termine invece ha segnato circa 313.000 immatricolazioni, con una leggera flessione dello 0,8% su base annua. Pesa il confronto con il 2025, un anno eccezionale anche grazie alle consegne legate al bando Consip e alle società captive.
Le ibride plug-in sorpassano il diesel
Qui arriva la novità più interessante. Nel terzo trimestre le immatricolazioni di ibride plug-in sono cresciute del 37% nel lungo termine e addirittura del 72% nel breve. Nel noleggio a lungo termine le PHEV hanno raggiunto una quota del 23,5%, superando in modo netto il diesel, sceso al 18,1% dopo un crollo del 34,5%. Benzina e mild hybrid insieme restano la categoria più forte, con il 36,4%. Crescono pure le full hybrid, del 13,1%, e le auto elettriche, del 21,2%, che hanno superato le 6.000 targhe arrivando all’8,9% del lungo termine nel trimestre. Il peso delle PHEV nelle flotte è più che doppio rispetto all’intero mercato, 19,5% nei primi nove mesi contro il 9,2% complessivo. A fare la differenza è la disciplina fiscale dei fringe benefit, che rende queste vetture convenienti per molte auto aziendali. Dettaglio da non sottovalutare per l’usato, visto che i mezzi a noleggio hanno un’età media di circa quattro anni contro gli oltre undici del parco nazionale.
Panda prima nel lungo termine, BYD nel breve
Sul fronte dei modelli, la Fiat Panda è tornata in cima tra le auto più immatricolate nel lungo termine, con 4.864 unità nel trimestre e un balzo del 59%. Dietro ci sono Peugeot 3008, Volkswagen Tiguan, BYD Seal U e BMW X1. Nel breve termine comanda invece la BYD Seal U davanti a MG ZS, MG 3, BYD Atto 2 e Audi A3, mentre nel cumulato dei nove mesi prevale la BYD Atto 2. La presenza di diversi marchi cinesi nelle flotte dice molto su come il noleggio stia diventando una porta d’ingresso nel mercato italiano. Discorso diverso per i commerciali leggeri, ancora saldamente legati al gasolio: nel lungo termine il diesel tiene il 77,3% nonostante un calo del 22,8%, mentre nel breve arriva addirittura al 92,2%. Il presidente di ANIASA, Italo Folonari, ha ricordato gli effetti delle modifiche ai fringe benefit, delle complicazioni su IPT e bollo e delle norme sulle multe non pagate dai clienti stranieri. Per chi programma acquisti di migliaia di veicoli, la prevedibilità fiscale incide direttamente su composizione e tempi di rinnovo delle flotte.
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Immagine: automoto.it
