Il venerdì austriaco lascia Pecco Bagnaia con l’amaro in bocca e una posizione che pesa come un macigno, il 18° posto, peggior tempo tra tutte le Ducati in pista. Un dato che stride con la storia recente, perché proprio su questo circuito il piemontese aveva conquistato tre vittorie consecutive tra il 2022 e il 2024. Il feeling con la moto, però, sembra ormai un ricordo lontano.
Nel messaggio affidato ai social, Pecco ha provato a spiegare la giornata senza girarci troppo intorno. “Abbiamo lavorato tanto, abbiamo cercato di fare più giri possibili per adattarmi e raccogliere dati in modo da poter migliorare. Purtroppo manca la prestazione, ma continuiamo a lavorare”. Parole che raccontano una frustrazione ormai sedimentata, la stessa che il pilota si porta dietro da tempo.
Il potenziale attuale e i problemi con la moto
Bagnaia non cerca scuse e mette le cose in chiaro. “Questo è il reale potenziale che abbiamo adesso e bisogna lavorare su questo. Fatichiamo sempre sulle stesse cose, abbiamo lavorato bene oggi e abbiamo fatto il massimo che potevamo. Più di così non son riuscito a fare”. Il nodo, ancora una volta, è il grip al posteriore, che poi si trascina dietro difficoltà in frenata e un po’ ovunque.
C’è un altro dettaglio che colpisce, il rapporto con le gomme. “Onestamente non sento grande differenza tra le gomme precedenti e queste, tra le medie e le morbide. Sono quasi uguali per me. Non so cosa stiano sentendo i piloti davanti che io non sento”. Sensazioni identiche a quelle vissute a Misano, come ha ammesso lui stesso. Sul fronte fisico, invece, nessun problema. “Mi sento benissimo, il mio corpo in questo momento è fortissimo”.
La polemica del fuorionda e il rapporto con Ducati
Buona parte della giornata è stata segnata dalle parole finite fuori contesto in un video mai destinato a uscire. Bagnaia ha scelto di chiudere il caso accettando le scuse ricevute da Dazn. “Mi sono rotto le palle di polemiche, mi sono rotto le palle di casino. Le mie parole sono state prese fuori contesto in un video che non doveva esistere”. Il pilota ha spiegato che la frase incriminata era nata in un momento di nervosismo, ma che il senso era un altro.
“Il discorso era che quando metti e togli mille volte le stesse cose, a un certo punto non te lo fanno più fare, e giustamente sono d’accordo. Ho sempre detto in ogni intervista che Ducati mi sta supportando su tutti gli aspetti possibili”. Da qui una promessa che suona quasi come un avvertimento, la trasparenza di sempre potrebbe venire meno. “Dopo quello che è successo sicuramente cambierà, e non avrete più la trasparenza che ho sempre dato”. Sul rapporto con la Casa di Borgo Panigale, comunque, nessun dramma. “Da persone mature si parla, si chiariscono le cose e si va avanti”.
Spazio anche alla lotta per il titolo, con Marc Márquez e Martín appaiati e Bezzecchi a 33 punti. “Mancano sette otto gare, dipende. Aragon e Misano sono piste molto buone per la Ducati, dove Marc è sempre andato forte. Marquez è nove volte campione del mondo, è un osso duro, servirà la miglior versione di Bezzecchi per contrastarlo”. E sull’arrivo di Nicolò Bulega come tester, Pecco riconosce la mossa furba di Ducati. “Bisognerà vedere come si adatterà ai ritmi della MotoGP, ma parte in una buona situazione. Penso che alla prima gara saremo già tutti allineati”.
