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Bezzecchi-Fernandez, scontro in Indonesia: due versioni opposte

Il caso Bezzecchi-Fernandez tiene banco dopo la Sprint in Indonesia, dove i due piloti Aprilia sono finiti a terra alla prima curva lasciando sul tavolo punti pesanti e, soprattutto, due racconti che non combaciano quasi su niente. Per Marco Bezzecchi si è trattato di un normale incidente di gara....

Dario Di Dario 3 min di lettura

Il caso Bezzecchi-Fernandez tiene banco dopo la Sprint in Indonesia, dove i due piloti Aprilia sono finiti a terra alla prima curva lasciando sul tavolo punti pesanti e, soprattutto, due racconti che non combaciano quasi su niente. Per Marco Bezzecchi si è trattato di un normale incidente di gara. Per Raul Fernandez, invece, il compagno di squadra ha avuto un comportamento poco rispettoso e, parole sue, poco intelligente.

Sul circuito di Mandalika i due sono caduti insieme alla prima staccata, chiudendo la corsa senza raccogliere nulla. Un episodio che rischia di pesare sulla rincorsa di Aprilia al mondiale, proprio nel momento in cui il passo mostrato nel weekend lasciava ben sperare.

Due ricostruzioni che non si incontrano

Bezzecchi ha raccontato di aver dovuto alzare la moto per ben due volte in partenza, mentre davanti a lui Marc Márquez e Fabio Di Giannantonio si contendevano la traiettoria. Alla seconda rialzata, ha spiegato, è arrivato il contatto e poi la scivolata. Niente piano d’attacco premeditato, ha sottolineato, perché contava semplicemente sul ritmo visto nei giorni precedenti. “La partenza è un momento in cui siamo tutti vicini e spesso ci si deve adattare”, ha detto in sala stampa. “Quando ho visto che Marc e Diggia si stavano lasciando i freni a vicenda, ho dovuto rialzare due volte e nella seconda ho sentito un contatto e sono scivolato. È un peccato, avevamo fatto tutto bene fino a qui”.

La versione di Fernandez, partito dalla pole, è tutt’altra cosa. Secondo lo spagnolo il compagno, scattato meglio, lo ha spinto verso l’esterno, sulla parte sporca della pista, lasciandogli pochissimo spazio in frenata. “Non entro in errori o non errori, siamo in uno sport in cui ci esponiamo e può succedere di tutto”, ha chiarito. “Il problema viene da quello di cui avevamo parlato prima della gara: tra noi dobbiamo avere rispetto e cordialità e per me Marco non l’ha avuta. Non è stato gentile e non credo sia stato intelligente, sapeva che avevamo un ritmo per lottare entrambi per la Sprint”.

La frattura, l’applauso e la battuta

Lo spagnolo ha ricordato che prima della corsa il team aveva chiesto a entrambi di rispettarsi, con un piano preciso: davanti insieme, senza darsi fastidio. “Io avevo detto che sarei andato al centro della pista, avrei protetto e frenato per non finire nella parte sporca. Quando Marco è partito un po’ meglio, mi ha spinto verso l’esterno e mi hanno passato due Ducati. Per me è stato fatto di proposito”. Fernandez ha riferito la sua versione a Massimo Rivola e Fabiano Sterlacchini, dai quali ha detto di essersi sentito sostenuto.

C’è poi il nodo fisico. Raul ha riportato la frattura di un dito e non è certo di poter correre nella gara lunga. “Ho mobilità, ma è un dito su cui mi appoggio molto per frenare. Nel warm up dovrò cambiare completamente lo stile di guida”. Ha promesso comunque di provarci, per la squadra e per chi in Europa si è alzato presto per vedere la sua pole.

Da parte sua Bezzecchi ha detto di non avere nulla da chiarire, trattandosi ai suoi occhi di un incidente di gara, e si è detto carico per il giorno dopo. Dopo la caduta Fernandez lo aveva applaudito, un gesto che l’italiano ha commentato con ironia: “È normale avere una reazione diversa da quella che si avrebbe in un momento normale quando si è arrabbiati. Probabilmente sono io quello che può confermarlo meglio di chiunque altro. L’ho visto applaudire, e forse pensa che io sia una brava persona. Quindi ne sono contento”.

Fonte
Immagine: moto.it

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