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Diesel a 3 euro al litro? L’allarme che spaventa gli automobilisti

Il diesel a 3 euro al litro non è più solo un incubo da bar. È uno scenario che qualcuno, nel settore, ha iniziato a mettere nero su bianco. A lanciare l'allarme è stato Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che in un'intervista all'Adnkronos ha spiegato come questa cifra potrebbe...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Il diesel a 3 euro al litro non è più solo un incubo da bar. È uno scenario che qualcuno, nel settore, ha iniziato a mettere nero su bianco. A lanciare l’allarme è stato Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che in un’intervista all’Adnkronos ha spiegato come questa cifra potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi se la situazione internazionale dovesse peggiorare. Il colpevole principale? Le tensioni in Medio Oriente e, soprattutto, quello che accade nello Stretto di Hormuz.

Attenzione, però, a non fraintendere. Nessuno sta dicendo che domattina il gasolio schizzerà a quella cifra tutto d’un colpo. Il rischio, semmai, è quello di un aumento lento e costante, alimentato da una crisi che continua a tenere il mercato dell’energia in uno stato di tensione permanente.

Cosa sta succedendo davvero sui prezzi

Qualche campanello d’allarme, a dire il vero, si sente già. Il Brent viaggia tra i 92 e i EUR 80 al barile, mentre il gas ha toccato quota 63 euro al megawattora. Numeri che non pesano soltanto sul portafoglio degli automobilisti, ma che iniziano a mordere anche le imprese. Soprattutto quelle che vivono di trasporti e che, senza carburante a prezzi ragionevoli, faticano a far quadrare i conti.

Secondo Marsiglia, se lo scenario nello Stretto di Hormuz non dovesse sbloccarsi, le conseguenze alla pompa potrebbero farsi sentire eccome. E non parliamo di piccoli aumenti simbolici, ma di cifre che rischiano di cambiare le abitudini di chi guida ogni giorno.

Le imprese chiedono aiuto al governo

Sul fronte delle aziende, il malumore è già evidente. La Fapi, la Federazione autonoma piccole imprese, ha chiesto al governo di ragionare su un nuovo intervento sulle accise, spiegando che il rincaro dei costi energetici sta letteralmente divorando i margini delle attività. Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con parole più decise, si è mossa anche Confimprenditori. Per l’associazione le misure adottate finora non bastano, soprattutto per chi ogni mattina deve fare i conti con spese sempre più alte tra trasporto, produzione e distribuzione.

C’è poi un dettaglio che spesso passa in secondo piano. Il problema non riguarda solo il gasolio. Il Codacons chiede infatti che gli eventuali sconti fiscali vengano prorogati ed estesi anche alla benzina, ricordando che i prezzi della verde hanno già superato i livelli registrati prima degli ultimi interventi del governo.

Insomma, i 3 euro al litro per ora restano uno scenario possibile, non una previsione scolpita nella pietra. Tutto dipenderà da come si muoverà la crisi in Medio Oriente e da quanto rapidamente i mercati energetici riusciranno a ritrovare un minimo di stabilità.

Fonte
Immagine: motorisumotori.it

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