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Garelli GTA, il sogno di Bezzi: sportiva facile e leggera

La Garelli GTA torna a far sognare gli appassionati, e stavolta merito del designer Oberdan Bezzi, che ha deciso di riprendere in mano un nome storico per immaginare come potrebbe essere oggi una sportiva stradale divertente ma alla portata di tutti. Niente estremismi, niente posizioni di guida...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La Garelli GTA torna a far sognare gli appassionati, e stavolta merito del designer Oberdan Bezzi, che ha deciso di riprendere in mano un nome storico per immaginare come potrebbe essere oggi una sportiva stradale divertente ma alla portata di tutti. Niente estremismi, niente posizioni di guida impossibili. Solo una moto bella da guidare tra le curve, con un carattere ben riconoscibile. Un’idea affascinante, va detto, anche se per ora resta soltanto sulla carta.

Per capire da dove nasce tutto bisogna fare un salto negli anni Ottanta. La Garelli GTA 125 era una piccola sportiva che puntava tutto sulla leggerezza e sul motore a due tempi. Prodotta dal 1985 al 1987, montava un monocilindrico di 125 cm³ capace di erogare 22,5 CV, con un peso a secco di appena 118 kg. Numeri che raccontano bene lo spirito di un’epoca in cui le ottavo di litro erano vere moto, capaci di regalare soddisfazioni anche senza cilindrate importanti.

Il sogno di Oberdan Bezzi

A distanza di quarant’anni, Oberdan Bezzi riprende quello spirito con la sua interpretazione della GTA 505. Attenzione, non si tratta di un modello annunciato dalla casa, ma di una proposta di design che prova a immaginare come potrebbe essere oggi una sportiva stradale ispirata a quel nome. L’idea è quella di una moto da godersi sulle strade tutte curve, con una linea sportiva ma senza diventare una supersportiva scomoda e impegnativa. Una moto da fine settimana, d’accordo, ma anche da usare tutti i giorni per andare al lavoro o affrontare un tragitto quotidiano senza fare i conti con una posizione di guida estrema.

Una bicilindrica cinese per tenere basso il prezzo

Per trasformare il progetto in qualcosa di più di un esercizio di stile servirebbe una base tecnica credibile. Ed è qui che entra in gioco l’ipotesi di una meccanica bicilindrica di origine cinese, una soluzione che potrebbe aiutare a contenere i costi sfruttando motori e componenti già disponibili sul mercato. Il prezzo accessibile, però, non dipende solo dal motore. Telaio, sospensioni, freni, omologazione, qualità costruttiva e rete di assistenza peserebbero altrettanto sul risultato finale. E convincere un marchio a investire in una sportiva stradale di nicchia non sarebbe affatto scontato.

Una Garelli GTA moderna, con una ciclistica divertente, una potenza gestibile e un prezzo alla portata di molti motociclisti, potrebbe occupare uno spazio interessante tra le sportive più radicali e le naked di tutti i giorni. Missione impossibile, probabilmente. Però davanti a una proposta così riuscita viene spontaneo chiedersi perché le sportive stradali con questa formula modern classic non possano tornare. A volte basterebbe una moto bella, leggera nello spirito e divertente tra le curve. Per ora resta un sogno su carta, senza annunci di produzione o conferme industriali.

Fonte
Immagine: insella.it

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