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Jaguar Land Rover e Stellantis: produzione al via negli USA

La collaborazione tra Jaguar Land Rover e Stellantis negli Stati Uniti smette di essere un progetto sulla carta e diventa qualcosa di concreto. Dopo il protocollo d'intesa e l'accordo firmato lo scorso anno, la partnership è ora pienamente operativa, con l'avvio delle attività per sviluppare e...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La collaborazione tra Jaguar Land Rover e Stellantis negli Stati Uniti smette di essere un progetto sulla carta e diventa qualcosa di concreto. Dopo il protocollo d’intesa e l’accordo firmato lo scorso anno, la partnership è ora pienamente operativa, con l’avvio delle attività per sviluppare e produrre veicoli pensati apposta per il mercato nordamericano. Una mossa che punta a ridisegnare la presenza del costruttore britannico oltreoceano attraverso una cooperazione industriale di primo piano. A confermarlo è il Chief Financial Officer Richard Molyneux, secondo cui la casa automobilistica ha già dato il via allo sviluppo e alla produzione locale di modelli specifici per gli Stati Uniti.

Il gruppo controllato da Tata Motors ha quindi trasformato in realtà l’intesa con Stellantis. E lo ha fatto scegliendo una strada precisa: non replicare i modelli già costruiti negli impianti storici, ma entrare in segmenti finora inesplorati sotto il marchio Defender.

Perché Jaguar Land Rover ha scelto gli Stati Uniti

Le ragioni sono sostanzialmente due, ed entrambe pesano parecchio sui conti. La prima riguarda le barriere doganali, la seconda l’esposizione al rischio di cambio legato alle oscillazioni del dollaro. Negli ultimi anni il quadro normativo e commerciale statunitense ha reso davvero costoso importare veicoli assemblati fuori dai confini nazionali. E per un marchio come JLR, tutto concentrato sul lusso e sui grandi SUV, tirare su uno stabilimento tutto suo negli States non aveva senso dal punto di vista economico. I volumi restano redditizi, certo, ma non giustificano gli investimenti enormi richiesti da un impianto dedicato a un singolo costruttore.

Basti pensare che, in parte del trimestre corrispondente dello scorso anno, JLR ha pagato dazi statunitensi al 27,5% prima che entrassero in vigore i successivi accordi commerciali. Un confronto che ha reso i dazi più favorevoli nei risultati del primo trimestre dell’anno fiscale 2027 del Gruppo.

Una copertura preziosa e il ruolo del Defender

La soluzione individuata dal management passa dunque per un accordo di partnership capace di sfruttare la capacità produttiva e le radici industriali profonde di Stellantis sul territorio nordamericano. Un modello cooperativo che permette a JLR di collocare la propria catena del valore dal lato giusto delle tariffe doganali, azzerando o riducendo drasticamente l’impatto dei dazi sulle importazioni. Non solo: la produzione locale crea un cuscinetto finanziario naturale, allineando i costi operativi regionali alle vendite in dollari.

L’obiettivo condiviso resta quello di esplorare nuovi segmenti cuciti su misura per i gusti del pubblico americano, valorizzando soprattutto il brand Defender, che negli ultimi anni ha mostrato un appeal commerciale davvero notevole oltreoceano. Sfruttando piattaforme e sinergie tecnologiche con un partner globale come Stellantis, JLR vuole blindare la propria redditività sul lungo periodo, riducendo la vulnerabilità alle fluttuazioni dei tassi di cambio e alle tensioni geopolitiche sul commercio internazionale.

Fonte
Immagine: newsauto.it

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