Lella Lombardi è un nome che meriterebbe di stare accanto a quelli dei grandi piloti, eppure per anni è rimasto un po’ ai margini della memoria collettiva. Eppure senza di lei, probabilmente, oggi non parleremmo con la stessa naturalezza di donne al volante di una monoposto. Fu la seconda pilota in assoluto a guidare una vettura in Formula 1 e, cosa che nessun’altra ha mai eguagliato, il 27 aprile 1975 riuscì a portare a casa dei punti iridati. Successe a Barcellona, sul circuito del Montjuic, durante uno dei Gran Premi più caotici e drammatici che il Motorsport ricordi.
Oggi la sua figura torna alla luce grazie a un documentario, Beyond Driven, presentato a Cannes nel 2019. Un omaggio non solo a lei ma a tutte le donne che continuano a dimostrare, curva dopo curva, che i motori non sono affare esclusivamente maschile.
La campionessa arrivata dal nulla
All’anagrafe si chiamava Maria Grazia. Lella nasce il 26 marzo 1941 in una famiglia modesta di Frugarolo, e già a tredici anni impara a guidare. Una passione che coltiva con testardaggine per tutta la giovinezza, passando dai kart alle formule minori, una lunga gavetta prima di arrivare dove tutti sognano di arrivare. L’esordio nel circus arriva al Gran Premio d’Inghilterra del 1974, a bordo di una Brabham BT42 della scuderia Allied Polymer Group.
Il debutto non fu memorabile, va detto. Ma l’anno seguente cambiò tutto. Barcellona, Spagna, circuito del Montjuic, quarta prova del Mondiale. Una gara maledetta fin dal principio: i piloti boicottano le prove del venerdì per via delle barriere di sicurezza ridotte a un colabrodo. Si corre solo il sabato, dopo lavori fatti in fretta e furia e non poche minacce legali degli organizzatori. Quel giorno Lella si qualifica col ventiquattresimo tempo, a sette secondi dalla pole di Niki Lauda. Nel frattempo Emerson Fittipaldi della McLaren rinuncia a scendere in pista, mentre il fratello Wilson e Arturo Merzario si fermano dopo un solo giro, per protesta.
Al venticinquesimo giro la tragedia. La Hill di Rolf Stommelen perde l’alettone e vola tra la folla, quattro morti e diversi feriti. La corsa viene interrotta, consegnando a Jochen Mass l’unica vittoria della sua carriera. E qui accade l’inedito: essendo stato completato solo un quarto di gara, per la prima volta nella storia della Formula 1 tutti i punteggi vengono dimezzati. Al momento dello stop Lella Lombardi, partita ventiquattresima, si trovava sesta. Le spetta così mezzo punto simbolico. Mezzo punto che resta ancora oggi il record assoluto conquistato da una donna in Formula 1. Quella fu anche l’ultima volta che il Montjuic ospitò il Gran Premio di Spagna.
Dopo lo scampato pericolo, Lella continua a correre fino al 1988. Poi appende il casco al chiodo e diventa team manager della scuderia da lei fondata, la Lombardi Autosport. Muore di cancro il 3 marzo 1992 a Milano, poco prima di compiere cinquantuno anni.
Beyond Driven, la memoria che continua a correre
“Per una donna non è impossibile competere per il podio di Formula 1, non è qualcosa di improbabile, ma qualcosa che un giorno accadrà. Dobbiamo iniziare a sostenere questa nuova generazione di donne incredibilmente talentuose che sta arrivando”. Con queste parole Riyaana Hartley e Vincent Tran hanno presentato Beyond Driven, di cui sono produttori.
Il documentario raccoglie storie e testimonianze di Lella e delle sue colleghe Desiré Wilson, Divina Galica e Giovanna Amati. Accanto a loro, le pilote di nuova generazione: Carmen Jordà, Alice Powell, Beitske Visser, le sorelle Anna e Hamda Al Qubaisi e Tatiana Caderòn. Novanta minuti per raccontare le carriere di donne che hanno cambiato e stanno cambiando il volto dell’automobilismo, provando a scalare le vette del Motorsport.
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Immagine: fleetmagazine.com
