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Nicolò Bulega Campione del Mondo WorldSBK 2026 con 26 vittorie su 30

Nicolò Bulega è Campione del Mondo WorldSBK 2026, e la cosa curiosa è che il titolo è arrivato proprio nel round peggiore della sua stagione, almeno guardando i risultati. Un trionfo che porta la firma di due gare di anticipo sulla fine del campionato, quasi a mettere il sigillo su un dominio che...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Nicolò Bulega è Campione del Mondo WorldSBK 2026, e la cosa curiosa è che il titolo è arrivato proprio nel round peggiore della sua stagione, almeno guardando i risultati. Un trionfo che porta la firma di due gare di anticipo sulla fine del campionato, quasi a mettere il sigillo su un dominio che difficilmente si è visto prima nel motociclismo derivato dalla serie. Il pilota italiano ha vinto 26 delle 30 gare disputate finora, e nelle altre quattro ha chiuso comunque al secondo posto. Numeri che nella storia del WorldSBK non erano mai stati messi in fila da nessuno.

Era un trionfo annunciato, va detto. Sin dalle prime battute della stagione Bulega partiva con l’etichetta di favorito, anche perché l’anno prima aveva conteso il titolo fino all’ultima gara a Toprak Razgatlioglu, che quest’anno però non c’era. Il turco è passato in MotoGP, e la sua assenza ha lasciato spazio. Ma sarebbe riduttivo spiegare tutto così. Nicolò aveva un anno in più di esperienza addosso e una Panigale V4S completamente nuova tra le mani, e questa combinazione non ha lasciato margine agli avversari. Nemmeno a quelli che montano la sua stessa moto, a partire dal compagno di squadra Iker Lecuona. Lo spagnolo è stata la vera sorpresa del 2026, capace di vincere a Donington Park e di approfittare del round di Cremona, dove Nicolò ha ragionato più da campionato che da singola gara. Quattro vittorie totali per Lecuona, a cui aggiunge ben ventidue secondi posti.

Un posto tra i grandi del motociclismo

Alla terza stagione nel WorldSBK, il nome di Bulega compare già in alto in diverse classifiche di categoria. Sesto posto per numero di vittorie con 46 successi, davanti a Noriyuki Haga, Tom Sykes e Troy Corser. Undicesimo per i podi ottenuti, che sono 86, precedendo gente come Colin Edwards, Marco Melandri e Max Biaggi. E settimo per le pole position, ventotto in totale, davanti a Doug Polen e Neil Hodgson. Roba da far girare la testa, considerando che ha solo 26 anni. Prima erano arrivati il CEV Moto3 del 2015 e il Mondiale Supersport del 2023, e ora questo terzo titolo lo consacra definitivamente. Il prossimo capitolo è già scritto: debutto stabile in MotoGP nel 2027 sulla nuova Ducati 850 che sta sviluppando.

La storia di Nicolò, nato a Montecchio Emilia il 16 ottobre 1999, è quella di un figlio d’arte. Il padre Davide fu campione Europeo 250 nel 1997 e ha corso 19 gare nel WorldSSP. Il talento si è visto presto, con il PreGP 125 nel 2012 e il 250 l’anno dopo, poi la partenza per la Spagna e il CEV Moto3 vinto nel 2015, primo italiano a riuscirci. Ma la strada non è stata liscia. Dopo l’esordio nel Mondiale Moto3 con lo SKY Racing Team VR46, gli anni in Moto2 tra il 2019 e il 2021 sono stati i peggiori. Nel 2021 chiuse ventisettesimo, senza risultati di rilievo, schiacciato dalle aspettative e da problemi personali che misero addirittura in discussione il suo futuro nelle corse.

Toccato il fondo, e su consiglio del manager Alberto Martinelli, la scelta di ripartire da zero. Il Team Aruba.it Racing Ducati credette in lui al punto da inserirlo in un progetto che passava dalla Supersport per arrivare al mondiale Superbike. Vista oggi sembra una decisione ovvia, all’epoca fu un atto di fede da parte di Serafino Foti e di Stefano Cecconi. Il 2023, con il titolo Supersport, fu la svolta. Poi il debutto clamoroso nel WorldSBK e le due sfide con Razgatlioglu nel 2024 e nel 2025, quest’ultima persa anche per un doppio guasto alla Panigale ad Assen che gli tolse i punti del titolo. A fine stagione Nicolò lascerà il paddock del WorldSBK per tornare in quello della MotoGP, ancora con la squadra del VR46.

Fonte
Immagine: moto.it

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