I pannelli solari in Sardegna hanno appena tagliato un traguardo che pesa parecchio sul fronte sociale ed energetico. Un bando regionale ha permesso di distribuire 84,9 milioni di euro di incentivi a 5.351 famiglie, portando sui tetti dell’isola nuova capacità fotovoltaica e sistemi di accumulo. Numeri concreti, che raccontano di una regione capace di correre veloce sull’elettrificazione domestica anche se resta indietro sui grandi impianti utility scale, quelli davvero decisivi per la decarbonizzazione vera e propria.
Il quadro complessivo parla di 16 MW di nuova capacità fotovoltaica domestica e circa 26,8 MWh di capacità di accumulo. In termini pratici significa energia prodotta e conservata direttamente in casa, con un taglio secco alla bolletta. La Regione stima una produzione potenziale intorno ai 20,9 GWh di energia rinnovabile all’anno, di cui circa 14,6 GWh potenzialmente autoconsumati dalle famiglie. Il calcolo poggia su parametri già usati per il settore residenziale, ovvero 1.300 ore equivalenti annue e una quota media di autoconsumo del 70%.
Tutte le domande ammissibili sono state coperte
La cosa interessante è che nessuno è rimasto fuori. La Regione Sardegna ha completato lo scorrimento della graduatoria, finanziando anche i sistemi di accumulo oltre agli impianti veri e propri. Con l’ultima determinazione sono arrivate altre 4.061 domande finanziate per 64,9 milioni complessivi: 2.569 istanze relative al 2026 per 39,99 milioni e 1.492 relative al 2027 per 24,91 milioni. Il percorso era partito nel 2025, quando delle 6.009 domande presentate le prime 1.290 avevano ricevuto copertura con 20 milioni. Ora il cerchio si chiude, e come sottolineano dalla Regione nessuna domanda ammissibile resta senza copertura finanziaria.
Il bando era pensato per famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, quindi con un occhio dichiarato al contrasto della povertà energetica. L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha spiegato che il progetto era nato nel 2025 come sperimentazione, ma la partecipazione straordinaria ha spinto a rispondere a tutti quelli in possesso dei requisiti. Non si tratta soltanto di installare un impianto, ha aggiunto Piu, ma di permettere alle famiglie di ridurre in modo strutturale la spesa energetica, producendo e accumulando l’energia necessaria ai propri consumi.
Effetto sulla filiera locale e nuovi fondi per il 2028
C’è anche un ritorno per il tessuto produttivo dell’isola. Già nella fase pilota sono state coinvolte più di 200 imprese e l’87% delle aziende interessate erano sarde. Un modo per tenere il valore economico dentro i confini regionali invece di disperderlo altrove. Il programma poi non si ferma qui: per il 2028 sono previsti 27,9 milioni, oltre alle eventuali economie derivanti dalle annualità precedenti, che verranno utilizzati con un nuovo avviso.
La nuova fase allargherà la platea alzando la soglia ISEE e introducendo maggiori agevolazioni e premialità per le famiglie numerose e per i nuclei con persone con disabilità. È prevista anche la possibilità di finanziare impianti di potenza maggiore quando serve alimentare apparecchiature elettromedicali salvavita ad alto consumo. Un dettaglio che sposta il baricentro del bando ancora di più verso il sostegno sociale. La speranza, guardando avanti, è che tutta questa energia autoprodotta spinga anche l’elettrificazione della mobilità, dalle ebike agli scooter fino alle auto, dove i pannelli abbinati all’accumulo garantiscono un risparmio netto rispetto all’alternativa fossile.
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Immagine: vaielettrico.it
