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Dal Canada alla Russia: la rotta segreta delle auto rubate

Parte da un parcheggio qualunque di Toronto e finisce, migliaia di chilometri più a est, in un mercato clandestino nella Russia di Vladimir Putin. È la strada percorsa dalle auto rubate in Canada, un fenomeno che da anni tormenta il Paese e che ha trasformato i suoi porti in uno dei punti di...

Dario Di Dario 4 min di lettura

Parte da un parcheggio qualunque di Toronto e finisce, migliaia di chilometri più a est, in un mercato clandestino nella Russia di Vladimir Putin. È la strada percorsa dalle auto rubate in Canada, un fenomeno che da anni tormenta il Paese e che ha trasformato i suoi porti in uno dei punti di partenza di un vero e proprio traffico internazionale di veicoli. Ogni anno spariscono migliaia di automobili dalle strade, dai parcheggi e persino dai vialetti di casa, con ladri che a volte entrano nelle abitazioni solo per arraffare le chiavi.

Il picco è arrivato dopo la fine delle restrizioni legate al Covid, quando le difficoltà delle catene di approvvigionamento hanno reso le auto merce rara e preziosa. Da quel momento le autorità hanno rafforzato i controlli e speso decine di milioni per arginare i furti, ma i mezzi di maggior valore continuano a prendere la via dell’esportazione. E qui entra in gioco la Russia. Le sanzioni occidentali hanno tagliato la disponibilità di molti marchi occidentali sul mercato russo, facendo schizzare in alto prezzi e domanda. Risultato paradossale: mentre i governi provavano a isolare Mosca, le organizzazioni criminali ci hanno visto un affare. Sempre più spesso gli investigatori parlano di veicoli sottratti su commissione, ordinati da acquirenti stranieri.

I numeri raccontano bene la dimensione del problema. Tra febbraio 2024 e luglio 2026 sono state registrate 4.798 segnalazioni di veicoli canadesi rubati e poi ritrovati in Russia, e secondo le autorità è solo la punta dell’iceberg. Nel mirino finiscono soprattutto SUV e grandi pickup, come Dodge Ram, Toyota Tundra e Ford F-150, ma anche modelli premium come Land Rover. Il meccanismo funziona come una filiera vera e propria: l’acquirente ordina online il modello che vuole, i complici in Canada individuano l’esemplare giusto, i ladri passano all’azione e altri membri della rete si occupano di documenti e logistica. Poi le auto finiscono dentro container, nascoste tra merci legali, pronte per la spedizione.

Montreal, i container e il mercato nero di Mosca

Il porto di Montreal è diventato uno degli snodi principali, anche se dopo l’intensificazione dei controlli sulla costa orientale sono cresciute le spedizioni da Vancouver. Alcune auto puntano verso l’Africa occidentale o il Medio Oriente, mercati enormi per l’usato. Ma una fetta prosegue verso la Russia passando soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che da Georgia, Kazakistan, Kirghizistan e Lituania. A Montreal gli agenti ispezionano circa una dozzina di container a settimana, e capita di trovarci dentro anche 20 o 30 auto rubate, per un valore che può toccare i 2 milioni di dollari, circa 1,8 milioni di euro.

Il cuore della vicenda resta però una domanda: perché proprio la Russia? La risposta porta dritta alle sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. Il ritiro di molti costruttori stranieri ha creato un vuoto che i canali illegali hanno riempito in fretta. Le auto occidentali sono diventate più rare, più costose e, di conseguenza, più desiderate. Le reti criminali canadesi non sono nate per le sanzioni, esistevano già e sapevano rubare, falsificare documenti e muovere merci. Le restrizioni hanno solo fatto lievitare il valore del loro business.

C’è poi un risvolto che inquieta ancora di più. Le autorità stanno verificando se alcuni pickup arrivati in Russia siano stati usati in contesti militari. Un video trasmesso da una tv controllata dal ministero della Difesa russo ha mostrato diversi Dodge Ram all’interno di una fabbrica di droni. E Mosca potrebbe rendere il quadro ancora più comodo per i trafficanti: il ministero dell’Interno russo ha proposto norme per consentire la registrazione di auto rubate nei cosiddetti Paesi ostili, Canada compreso. Se approvata, la misura complicherebbe parecchio il contrasto internazionale. Nel frattempo il Canada ha inasprito le pene, arrivando fino a 14 anni di carcere per alcuni casi di furto d’auto.

Fonte
Immagine: automoto.it

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