Una colonnina di ricarica mutilata a Corbetta, piccolo centro a pochi chilometri da Milano, dove i ladri di rame hanno tagliato i cavi di una stazione Enel X. A raccontarlo è stato Paolo, lettore affezionato che si è imbattuto nella scena durante una delle sue passeggiate mattutine. Un episodio che, purtroppo, suona ormai fin troppo familiare.
Il suo messaggio è arrivato quasi con rassegnazione. Passa sempre davanti a quella colonnina Enel, la conosce bene. Solo che stavolta l’ha trovata circondata dal classico nastro bianco e rosso. Basta avvicinarsi, alzare lo sguardo, e il quadro è chiaro. I cavi non ci sono più. Portati via, come è successo in tante altre stazioni sparse un po’ ovunque.
Un colpo che si ripete troppo spesso
Il problema è che di segnalazioni come questa ne arrivano di continuo. Cavi recisi, stazioni fuori uso, colonnine ridotte a scheletri. Eppure, e qui sta il punto che fa storcere il naso, non si sente quasi mai parlare di responsabili individuati o di qualcuno che finisca davvero nei guai. I ladri di rame agiscono, spariscono, e la faccenda si chiude lì.
Chi paga il conto, alla fine, è chi vorrebbe semplicemente ricaricare l’auto elettrica. Una ricarica veloce in meno, un servizio interrotto, disagi che si sommano. E c’è pure un rischio più grande sullo sfondo. Con tutte le stazioni prese di mira, il timore è che operatori come Enel e altri finiscano per rivedere i loro piani, magari rallentando gli investimenti nella rete di ricarica.
La speranza di un’inversione di rotta
La speranza, ovviamente, è che non si arrivi a tanto. Che la rete di ricarica continui a crescere invece di arretrare. Ma davanti a episodi che si ripetono con questa frequenza, mantenere l’ottimismo diventa una fatica. Ogni colonnina mutilata è un piccolo passo indietro per chi guida elettrico e conta su queste infrastrutture per spostarsi senza pensieri.
Nel frattempo la stazione di Corbetta resta lì, transennata e inutilizzabile, in attesa di chissà quale intervento di ripristino. Un’altra ricarica fuori uso da aggiungere a un elenco che si allunga giorno dopo giorno. E ancora una volta, senza un colpevole con nome e cognome.
Fonte
Immagine: vaielettrico.it
