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Viaggi in Marocco: documenti e regole per partire dall’Italia

Chi sta pensando a un viaggio in Marocco partendo dall'Italia può finalmente tirare un sospiro di sollievo: tutta la burocrazia sanitaria legata al Covid è ormai alle spalle, sia per entrare nel Paese sia per il rientro. Oggi volare da Roma, Milano o qualsiasi altra città verso Marrakech,...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Chi sta pensando a un viaggio in Marocco partendo dall’Italia può finalmente tirare un sospiro di sollievo: tutta la burocrazia sanitaria legata al Covid è ormai alle spalle, sia per entrare nel Paese sia per il rientro. Oggi volare da Roma, Milano o qualsiasi altra città verso Marrakech, Casablanca o Tangeri non richiede più moduli di localizzazione, certificati vaccinali o test di nessun tipo. Resta però un punto fermo, e va preso sul serio: le normali regole doganali su passaporto e visto.

Prima di prenotare il volo conviene quindi capire cosa serve davvero avere in tasca. La buona notizia è che, per un normale turista italiano, la lista è piuttosto corta.

Passaporto e visto: cosa serve davvero

Il passaporto deve coprire almeno la durata del soggiorno. Per i viaggi turistici l’ingresso è consentito senza visto fino a 3 mesi, mentre per motivi di lavoro, studio o altro bisogna richiedere il visto presso un ufficio diplomatico consolare marocchino in Italia. In parole povere, per una vacanza i cittadini italiani non hanno bisogno di alcun visto, a patto di non superare i 90 giorni.

Un paio di accortezze pratiche fanno la differenza. La carta d’identità, anche se valida per l’espatrio, di solito non basta: si può entrare con la sola carta solo viaggiando con un tour operator, in un gruppo di almeno 8 persone che gestisce le formalità doganali. E anche in questo caso si sono verificati respingimenti in frontiera, quindi il consiglio è sempre lo stesso, avere il passaporto con sé. Molte agenzie e gli stessi consolati suggeriscono una validità residua di almeno 6 mesi dal rientro. Non è un obbligo esplicito della normativa marocchina, che chiede solo una validità pari alla durata del soggiorno, ma è una prassi diffusa che evita grattacapi in dogana o con la compagnia aerea.

Moduli sanitari, assicurazione e valuta locale

Chi ha viaggiato in Marocco nel 2022 ricorderà bene la fiche sanitaire, il modulo da scaricare dal sito dell’Onda. Quella regola non c’è più: dal 27 febbraio 2023 non serve più compilarla per l’ingresso nel Paese, qualunque sia la provenienza. Stessa cosa per il rientro in Italia, dove non è previsto alcun modulo di localizzazione dei passeggeri né certificazioni sanitarie. Dal punto di vista burocratico, insomma, il tragitto Italia Marocco è tornato a essere un viaggio del tutto ordinario, senza documenti Covid né all’andata né al ritorno.

Sul fronte assicurazione, nessuna copertura sanitaria è obbligatoria per entrare, ma resta un consiglio sensato per chi si muove fuori dall’Unione Europea. La sanità pubblica marocchina non sempre garantisce standard adeguati a un turista straniero, e una polizza che copra spese mediche, eventuale rimpatrio e imprevisti evita brutte sorprese economiche in caso di necessità.

Ultimo aspetto, spesso trascurato: il dirham. L’esportazione della valuta marocchina è vietata dalla legge, e chi lascia il Paese deve riconvertire tutto quello che avanza mostrando la ricevuta di cambio ottenuta all’arrivo. Meglio quindi cambiare solo l’importo che si pensa di spendere, oppure conservare con cura le ricevute per riconvertire i dirham avanzati prima di partire, in aeroporto o in banca. Le regole d’ingresso possono cambiare, per cui prima di partire vale sempre la pena controllare le fonti ufficiali come Viaggiare Sicuri della Farnesina, il sito dell’Onda e l’Ambasciata d’Italia a Rabat.

Fonte
Immagine: missionline.it

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