Il Rally Italia Sardegna regala l’ennesima giornata di pura adrenalina, con Thierry Neuville al comando dopo le prime prove speciali di una tappa che vale una stagione intera. In mezzo alla Gallura, teatro della ventitreesima edizione, il copione sportivo si intreccia con la bellezza dell’Isola e il risultato è quasi ipnotico. Alghero fa da cornice a una sfida che tiene tutti con il fiato sospeso, perché al termine del venerdì il podio provvisorio racchiude appena 12 secondi di distacco e, subito dietro, c’è chi custodisce davvero l’asso del Mondiale.
Dal 2016, cioè da quando è finita l’era dominante di Volkswagen, Hyundai ha vinto sette volte su dieci da queste parti. Insomma, tra la Terra di Sardegna e la macchina di Alzenau c’è un feeling particolare. Tre successi per Neuville, due a testa per Dani Sordo e Ott Tanak. L’estone questa volta è a riposo, mentre il belga e lo spagnolo sono in gara. In più c’è Adrien Fourmaux, che quest’anno ha dimostrato di non essere più lo scavezzacollo di un tempo. Alla fine del primo giro, dopo le prime passate sulle leggendarie Tula-Erula, Su Filigosu-Lerno e Monti di Alà, al comando si trovano proprio Fourmaux e Neuville. Segno che lo staff coreano ha ritrovato quella sintonia speciale con l’Isola.
La strategia di Toyota e il peso dell’ordine di partenza
Il primo giorno su terra è fortemente condizionato dall’ordine di partenza, quindi è normale che Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg, i tre uomini Toyota in testa al Mondiale, facciano fatica a riproporre a mezzogiorno la stessa fila che occupano nella classifica iridata. Solberg resta vicino, Pajari e Ogier non troppo lontani. Le coreane però vanno davvero forte e lassù in cima non ci sono colpi di scena. Qualche foratura per Sordo, Ogier, Virves, Sesks e Armstrong, ma niente di drammatico. E i soliti atterraggi duri dai salti, con le solite polemiche sul disegnatore del percorso.
Sul secondo giro il copione cambia poco. Ancora Fourmaux sulla Tula e Neuville sulla Su Filigosu. L’ultima prova del giorno, la più lunga, se la prende invece un Neuville scatenato, che così sale al comando del Rally. Pajari ed Evans escono indenni e questo era il loro vero obiettivo di giornata. Il Sardegna lima, corrode, e serve stare molto attenti. Ecco perché entrambi fanno il compitino, aspettando il momento giusto per calare il sette. Un sette che stavolta vale l’intera stagione. Nel finale l’incidente di Sordo, un vero peccato.
Cosa aspettarsi dalla tappa più lunga
Neuville, Fourmaux e Solberg chiudono il venerdì racchiusi in appena 12 secondi, con la mano di carte che nasconde l’asso del titolo appena più indietro. Lo scirocco è crollato, mattina e sera fresche, caldo di giorno, condizioni perfette nel cuore della Gallura. Ora tocca al sabato, la giornata più lunga con 123,66 chilometri di prove. Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà da 24 chilometri, Coiluna-Loelle altri 24 e Salorchè quasi 13. Giornata di prove inedite e di convergenza verso il mitico Micky’s Jump, dove c’è già la fila all’assalto della direttissima di accesso dal lago.
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Immagine: automoto.it
