Un bando da 8 milioni di euro nelle Marche punta a riempire i parcheggi pubblici di colonnine per la ricarica elettrica. Non colonnine qualsiasi però, perché la misura guarda a un bisogno ben preciso. Alimentare i mezzi che ogni giorno fanno funzionare i servizi di pubblica utilità. Il tutto arriva dal PR FESR 2021-2027, lo strumento con cui la Regione muove i fondi europei sul territorio.
Il cuore dell’intervento sono le infrastrutture di ricarica veloci e ad alta potenza, da piazzare in parcheggi di proprietà o nella piena disponibilità di soggetti pubblici. E c’è un vincolo che fa la differenza. Queste colonnine dovranno essere alimentate soprattutto da energia prodotta con fonti rinnovabili, pensate ad esempio ai classici impianti fotovoltaici montati su pensiline o tettoie. Insomma, non solo si ricarica elettrico, ma lo si fa con energia pulita prodotta sul posto.
Chi potrà ricaricare e chi può chiedere i fondi
La platea dei mezzi coinvolti è bella ampia e tocca da vicino la vita di tutti i giorni. Si parla di scuolabus, veicoli dei servizi sanitari, mezzi usati per la manutenzione delle reti di gas, acqua ed energia elettrica. Dentro ci sono anche i veicoli per la raccolta dei rifiuti e l’igiene urbana, oltre a quelli di servizio degli enti locali. Tutti mezzi che svolgono funzioni essenziali per la collettività.
Sul fronte dei beneficiari, la porta è aperta agli enti pubblici, da soli o in forma associata, alle Aziende Sanitarie Territoriali, alle società in house di enti pubblici e alle società a partecipazione pubblica. Per queste ultime però servono alcuni requisiti precisi. Partecipazione e controllo pubblici in maggioranza, obiettivi di interesse generale e di utilità pubblica, più l’erogazione di servizi di pubblico interesse. Niente deroghe su questo.
Quanto vale il contributo e come funziona
Veniamo ai numeri, che poi è quello che interessa di più. La dotazione complessiva è di 8 milioni di euro, e il contributo può arrivare a coprire fino al 75% della spesa ammissibile. C’è un tetto massimo fissato a 600.000 euro per singolo intervento, salvo eventuali limitazioni che possono scattare nel caso si applichi il regime degli aiuti di Stato. Una cifra che permette interventi di una certa consistenza, non spiccioli.
Il meccanismo scelto è quello del bando a sportello, quindi le domande vengono valutate man mano che arrivano, finché i fondi non si esauriscono. Chi prima arriva, insomma, ha più margine. Le richieste potranno essere presentate a partire dal 26 ottobre 2026, data da segnare per chi intende partecipare. Un’occasione concreta per gli enti marchigiani che vogliono svecchiare la propria flotta puntando sull’elettrico, con il sostegno dei fondi europei a fare da spinta.
Fonte
Immagine: e-ricarica.it
