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Ducati Multistrada V4 S Grand Tour: il viaggio in prima classe

La Ducati Multistrada V4 S Grand Tour arriva nelle concessionarie con un obiettivo chiaro, trasformare i lunghi viaggi in qualcosa che somiglia tanto a un volo in prima classe. Il prezzo è ancora in via di definizione, ma quello che già si conosce basta a far capire il peso di questa novità pensata...

Dario Di Dario 3 min di lettura

La Ducati Multistrada V4 S Grand Tour arriva nelle concessionarie con un obiettivo chiaro, trasformare i lunghi viaggi in qualcosa che somiglia tanto a un volo in prima classe. Il prezzo è ancora in via di definizione, ma quello che già si conosce basta a far capire il peso di questa novità pensata per chi macina chilometri su chilometri senza voler rinunciare al comfort. La versione 2027 punta tutto su una dotazione che definire ricca è quasi riduttivo, con sistemi di assistenza e controllo che fino a poco tempo fa sembravano roba da auto di lusso.

Il riconoscimento è immediato. Livrea esclusiva, finitura in nero su manubrio, riser e piastre di sterzo, e il marchio Grand Tour stampato sui cerchi. Dettagli che parlano prima ancora di salire in sella.

Tutta l’elettronica che si possa immaginare

Qui si entra nel cuore del progetto. La Grand Tour monta un sistema radar con Adaptive Cruise Control, Blind Spot Detection e Forward Collision Warning, più il sistema TPMS che mostra la pressione degli pneumatici direttamente sul cruscotto. Ci sono poi faretti supplementari a LED, indicatori di direzione dinamici e faro retronebbia. Di serie anche le valigie laterali in tinta con la carrozzeria, per una capacità complessiva di 60 litri.

La lista non finisce. Manopole e sella riscaldabili per pilota e passeggero, tappo del serbatoio hands-free che si sblocca semplicemente avendo il telecomando in tasca, e un sistema di navigazione con funzione Phone Mirroring attraverso l’app Ducati Connect, capace di trasformare il dashboard TFT da 6,5 pollici in un vero navigatore cartografico. A completare il quadro l’Automatic Lowering Device, che abbassa la moto fino a 30 mm quando la velocità scende sotto i 10 km/h e la riporta all’altezza di marcia oltre i 50 km/h, e la funzione Easy Lift, pensata per ridurre lo sforzo necessario a sollevare la moto dal cavalletto laterale.

Sospensioni più veloci e un motore che resta fedele

Sotto la carena nulla cambia per quanto riguarda il cuore pulsante. Il V4 Granturismo da 1.158 cm³ eroga 170 CV a 10.750 giri al minuto e 123,8 Nm a 9.000 giri, con il sistema Extended Cylinder Deactivation che disattiva la bancata posteriore quando ci si ferma e anche in guida rilassata, sotto i 4.000 giri. Il risultato è meno calore trasmesso al pilota, consumi più contenuti ed emissioni ridotte.

Invariata pure la gestione elettronica, con 5 riding mode, controllo di trazione, ABS cornering, controllo dell’impennata e del freno motore e cambio quick shift bidirezionale, il tutto affidato alla piattaforma inerziale IMU e al sistema DVO, il Ducati Vehicle Observer. La novità vera arriva dalle sospensioni. Il sistema DSS, ovvero Ducati Skyhook Suspension, adotta un nuovo sensore posizionato negli steli della forcella per una risposta ancora più pronta, sia al cambio delle condizioni del fondo stradale che allo stile di guida.

Fonte
Immagine: insella.it

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