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Marc Marquez e la paura più grande: “Il fondo del mare”

Marc Marquez ha parlato della sua paura più grande durante il giovedì del Gran Premio del Giappone, e la risposta ha sorpreso un po' tutti. Non le cadute, non la velocità, non il limite che sfiora ogni domenica in pista. No. Quello che davvero gli mette i brividi è il fondo del mare, quel buio che...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Marc Marquez ha parlato della sua paura più grande durante il giovedì del Gran Premio del Giappone, e la risposta ha sorpreso un po’ tutti. Non le cadute, non la velocità, non il limite che sfiora ogni domenica in pista. No. Quello che davvero gli mette i brividi è il fondo del mare, quel buio che non si riesce a controllare. In una lunga intervista il campione ha raccontato parecchio di sé, e tra una battuta e l’altra sono emersi pensieri che vanno ben oltre la MotoGP.

La frase è di quelle che restano impresse. “Il fondo del mare mi spaventa ancora, sì”, ha ammesso. E poi ha spiegato il perché con una semplicità disarmante. “Il problema del fondo del mare è che è così buio, e non sai cosa c’è laggiù”. C’è anche spazio per l’ironia, va detto, perché Marquez ha aggiunto ridendo che non ha abbastanza soldi al mondo per convincersi a tuffarsi in mare di notte. “È impossibile”. Curioso come un pilota abituato a danzare sul filo del rischio trovi terrore proprio in ciò che non può governare.

Il discorso sui miracoli e sul lavoro dietro le quinte

Quando gli hanno parlato del recupero di 102 punti in sole sette gare, definendolo quasi un miracolo, lui ha preferito ridimensionare. “I miracoli accadono per caso, ma i miracoli nei risultati richiedono un lavoro quotidiano”, ha detto. Senza quel lavoro, insomma, non si va da nessuna parte. Nessuna magia, solo fatica e dedizione, anche se non ha nascosto che dietro ci sono tanto impegno e pure sofferenza.

Poi il discorso è scivolato sulla sua équipe medica, un tema che per lui pesa parecchio. “Compiono davvero dei miracoli”, ha raccontato parlando dei dottori che lavorano lontano dai riflettori. Quelli bravi davvero, secondo lui, sono proprio quelli che non cercano l’attenzione dei media e che stanno lì giorno dopo giorno a salvare vite. Con loro ha un legame particolare, fatto di amore e odio insieme. Il motivo lo spiega bene lui stesso. “È come se non volessi andare dal dottore, perché è come se mi dicesse che sono brutte notizie, ma allo stesso tempo sai che è la persona che ti darà le soluzioni”.

La vita dopo le corse e le paure che restano

C’è stato spazio anche per immaginare il futuro, quello lontano dal casco e dalle tute. Alla domanda su come vedesse la vita dopo il ritiro, Marc Marquez ha glissato, senza voler fare troppe previsioni. Ha però ammesso una cosa interessante, e cioè che molti piloti, finita la carriera, sentono il bisogno di una lunga pausa. Serve tempo per ritrovare la calma e capire davvero cosa si vuole fare nella propria vita privata. Mentre si è attivi, ha spiegato, bisogna trovare qualcosa che tenga occupati.

Il fondo del mare, comunque, non è l’unica cosa a inquietarlo. Alla domanda se ci fosse dell’altro, Marquez ha lasciato intendere di sì, ma ha preferito tenerselo per sé. “C’è qualcos’altro, ma non posso dirti cos’è”. Un piccolo mistero lasciato in sospeso, proprio come quelle profondità buie che tanto lo spaventano e che, a quanto pare, restano una delle poche cose capaci di fermare un uomo abituato a non fermarsi mai.

Fonte
Immagine: moto.it

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