La Range Rover Sport Electric arriva e ribalta un primato che sembrava intoccabile. Fino a ieri la Sport più cattiva di tutte era la SV, quella con il V8 BMW da 635 CV e 800 Nm di coppia, roba da far tremare l’asfalto sotto quasi cinque metri di SUV. Ora però c’è chi la supera, almeno su un fronte. E lo fa senza nulla sotto il cofano, a parte cavi e sistemi per gestire il powertrain. Sì, un altro SUV elettrico, direte voi. Ma a Gaydon storcono il naso davanti a questa etichetta, perché per loro il concetto è uno solo: prima di tutto è una Range Rover Sport. Anche da elettrica.
Design e interni fedeli alla tradizione
Lo stile è quello che non invecchia mai. Linee morbide, niente spigoli, quel richiamo al passato che a ogni generazione si aggiorna nei dettagli senza stravolgere nulla. Sulla Range Rover Sport Electric tornano cerchi con un nuovo disegno, mascherina chiusa e poco altro. Eleganza vestita un po’ più sportiva rispetto alla Range Rover classica, lunghezza che sfiora i cinque metri fermandosi a 4,96, larghezza di 2,2 metri, altezza di 1,81 e passo di 2,99 metri. Chi vuole può bussare alle porte del reparto Bespoke e personalizzare praticamente tutto. Dentro cambia poco, e va benissimo così. Accoglienza ed eleganza prima di ogni cosa, con una spolverata di sportività fatta di sedili più avvolgenti e qualche dettaglio in fibra di carbonio. Strumentazione digitale, monitor centrale curvo, pochi comandi fisici e pelle a volontà. Discrezione totale, ogni cosa al suo posto.
Motori, batteria e prestazioni
Qui viene il bello. La Range Rover Sport Electric guarda la SV con aria di sfida. Sulla potenza resta dietro, ma 550 CV non sono pochi, e sulla coppia la supera arrivando a 850 Nm. Non un’enormità, ma quanto basta per prendersi la vetta in casa Land Rover insieme alla Range Rover Electric. I motori sono due, da 260 kW ciascuno, con batteria agli ioni di litio da 118,5 kWh fatta di 344 celle prismatiche su due livelli e architettura a 800 volt. Peso e dimensioni leggermente ridotti permettono lo 0 a 100 km/h in 4,3 secondi, appena mezzo secondo in meno rispetto alla SV, con cui va invece a pari nella ripresa da 80 a 120 km/h. L’autonomia dichiarata parla di 609 km nel ciclo WLTP, fino a 537 km nel mondo reale.
Poi c’è il capitolo dinamica. Rigidità torsionale aumentata del 61 per cento e centro di gravità abbassato di 73 mm. Il risultato è che si guida meglio, e non poco. Merito anche dell’Electronic Active Roll Control, capace di applicare fino a 1.400 Nm di forza su ciascun asse per tenere il SUV sempre composto. Ci sono 8 modalità di guida, ognuna con tarature diverse che spingono la coppia disponibile fino alla modalità Sport, quella che libera tutti gli 850 Nm, tenuti a bada da un impianto frenante rimasto invariato grazie alla frenata rigenerativa. Aggiungete Intelligent Traction Management dedicato, sospensioni pneumatiche e ammortizzatori a doppia valvola. Sul fronte ricarica il caricatore di bordo è da 22 kW in corrente alternata, mentre in continua si arriva a 350 kW, così da passare dal 10 all’80 per cento in 22 minuti e recuperare 220 km in appena dieci. Presente anche un sistema di gestione termica degli accumulatori. Il prezzo resta ancora sconosciuto, ma gli allestimenti saranno gli stessi della versione termica.
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Immagine: it.motor1.com
