Il calendario scolastico 2026/2027 si allunga dal 7 settembre 2026 fino al 30 giugno 2027, ma dietro queste due date c’è molto di più di un semplice anno di lezioni. In Italia non esiste un unico calendario valido ovunque, e per chi accompagna i figli, per i pendolari o per chi programma trasferte e brevi viaggi, sapere in anticipo quando le scuole restano chiuse può davvero cambiare le cose. Le Regioni decidono gran parte delle date, aggiungono sospensioni proprie e a queste si sommano le giornate scelte dalle singole scuole e la festa del Santo Patrono nei vari Comuni.
Il risultato è un mosaico che si può leggere anche come una mappa della mobilità italiana. Nei giorni di scuola chiusa cambiano traffico, trasporto pubblico, presenze nelle città e domanda turistica. Ecco perché conoscere le finestre principali dell’anno torna utile a chi lavora e a chi viaggia, non solo alle famiglie.
Da settembre a dicembre: rientri diversi e i primi ponti
Le date di rientro non sono uguali dappertutto. Si parte il 7 settembre in Alto Adige e, per l’infanzia, in Lombardia. Il Veneto riapre il 10 settembre, mentre il 14 settembre tocca a Lombardia, Piemonte e diverse altre regioni. Il 15 settembre suona la campanella in Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Calabria, il 16 in Abruzzo e Sardegna, il 17 in Puglia. In Lombardia, per fare un esempio, primaria e secondaria partono il 14 settembre mentre l’infanzia può iniziare già dal 7. Il Piemonte apre il 14 settembre e chiude il 10 giugno 2027, l’Emilia-Romagna va dal 15 settembre al 5 giugno 2027.
Per chi si sposta, la prima metà di settembre è una fase da tenere d’occhio soprattutto sulle grandi direttrici urbane. Non riparte solo la scuola, ripartono insieme pendolarismo, attività sportive, servizi scolastici e accompagnamenti familiari. Un consiglio semplice: nelle prime due settimane conviene mettere in conto qualche minuto in più sul tragitto casa lavoro. Ottobre invece è un mese tranquillo. Il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, nel 2026 cade di domenica, e lo stesso vale per il 1° novembre di Ognissanti. La differenza, ancora una volta, la fanno le Regioni: il Veneto per esempio prevede una sospensione dal 30 ottobre al 2 novembre 2026, buona occasione per un weekend lungo.
Dicembre porta invece il primo grande ponte. L’8 dicembre, l’Immacolata, cade di martedì. In Piemonte le scuole restano chiuse lunedì 7 e martedì 8, e anche il Veneto sfrutta il 7 come ponte. Con un solo giorno di ferie si mettono insieme quattro giorni consecutivi, da sabato 5 a martedì 8 dicembre 2026. Abbastanza per una capitale europea o una città d’arte, e ancora lontano dal pieno delle vacanze natalizie.
Le vacanze natalizie e il resto dell’anno tra ponti e Carnevale
Il periodo natalizio è la finestra più lunga dell’inverno e qui il calendario aiuta parecchio. Natale cade venerdì 25 dicembre, Santo Stefano sabato 26, Capodanno venerdì 1° gennaio e l’Epifania mercoledì 6 gennaio. Le date delle vacanze scolastiche cambiano da Regione a Regione: in Piemonte le scuole restano chiuse dal 23 dicembre al 6 gennaio, con rientro giovedì 7, mentre in Veneto la sospensione va dal 24 dicembre al 5 gennaio. Per chi lavora è uno dei momenti migliori per usare lo smart working in modalità bleisure, dove il regolamento aziendale lo consente, alternando lavoro in remoto, weekend e festività senza bruciare tutti i giorni feriali di ferie.
A gennaio si riparte, ma con qualche differenza locale. L’Epifania cade mercoledì 6 gennaio e in molte Regioni il rientro avviene il giorno dopo, anche se non ovunque le date coincidono alla perfezione. I primi giorni di gennaio restano interessanti per chi viaggia, perché dopo l’Epifania la pressione turistica tende a calare in fretta. Febbraio è il mese in cui il calendario diventa più frammentato: il
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Immagine: missionline.it
