Vai al contenuto

Auto

Bestune, il marchio cinese di FAW sbarca in Italia

Bestune è il nome che sta facendo capolino nelle concessionarie italiane, un marchio automobilistico cinese che porta con sé la firma di un gigante del settore. Nato nel 2006 con il nome originale di Besturn, oggi fa parte del FAW Group, ovvero il più anziano tra i costruttori cinesi, lo stesso a...

Dario Di Dario 3 min di lettura

Bestune è il nome che sta facendo capolino nelle concessionarie italiane, un marchio automobilistico cinese che porta con sé la firma di un gigante del settore. Nato nel 2006 con il nome originale di Besturn, oggi fa parte del FAW Group, ovvero il più anziano tra i costruttori cinesi, lo stesso a cui fa capo anche Hongqi. E adesso ha deciso di provarci pure sul mercato europeo, Italia compresa.

Il debutto nel nostro Paese passa da due SUV, pensati per non pestarsi i piedi a vicenda. Diversi per dimensioni, diversi per motore, ma proposti entrambi in un solo allestimento, quello che potremmo definire il pacchetto completo, senza troppi giri di configuratore. Una scelta netta, che semplifica la vita a chi vuole ordinarli.

I due modelli scelti per l’Italia

Il primo è la Bestune T77, un C-SUV a benzina spinto da un 1.5 litri da 160 CV. Linee sportive, tanta tecnologia a bordo e una dotazione di sicurezza generosa. È il modello d’ingresso al marchio, quello con cui Bestune punta a farsi conoscere, e il prezzo dovrebbe attestarsi intorno ai 27mila euro. Non male, considerando quello che offre.

Poi c’è la Joy EE07, che gioca in un campionato diverso. Un D-SUV ibrido plug-in da 228 CV, l’ammiraglia della gamma, con un asso nella manica non da poco, un’autonomia in modalità 100% elettrica che supera i 160 km. Un dato che nel segmento fa girare la testa. Il listino la piazza a 38mila euro.

Dalle radici Mazda alla svolta sui SUV

La storia merita un passo indietro. All’inizio degli anni Duemila FAW voleva un marchio dedicato a berline di fascia medio-alta, pensate per la classe media cinese che stava crescendo a vista d’occhio. Per riuscirci sfruttò la joint venture con la giapponese Mazda, oggi non più attiva. Il primo modello fu la Besturn B70 del 2006, che usava la piattaforma Ford CD3, all’epoca Ford controllava Mazda, e i motori della Mazda 6. Sopra, però, carrozzeria e interni erano tutti farina del sacco cinese.

La vera svolta arriva nel 2018. Le berline tradizionali stavano perdendo colpi in tutto il mondo e FAW decise di scommettere forte sul marchio, cambiando il nome da Besturn a Bestune e riorientando tutto verso i SUV. Nuovo linguaggio stilistico, più giovane, investimenti sull’elettrificazione e addio ai vecchi telai giapponesi, sostituiti da piattaforme modulari sviluppate in casa.

Sul fronte internazionale il marchio si muove da un pezzo. Le prime esportazioni risalgono al 2012, con la berlina Besturn B50 presentata al Salone di Mosca. Russia e Asia centrale i primi mercati, poi Medio Oriente, Africa e Sud America, dove con SUV compatti ed economici Bestune è riuscita a costruirsi un’immagine giovanile e accessibile.

L’Europa è l’ultimo capitolo di questa espansione. L’arrivo in Polonia, ufficializzato nella primavera del 2025, ha fatto da apripista allo sbarco italiano, avvenuto nel maggio del 2026 durante l’Automotive Dealer Day di Verona.

Fonte
Immagine: fleetmagazine.com

Segnala un errore