La Range Rover elettrica non è più una promessa lontana. Se ne parlava già a luglio 2025, quando erano arrivati i primi assaggi delle sue doti in fuoristrada e sembrava che il debutto fosse a un passo. E invece eccoci qui, oltre un anno dopo, davanti alla presentazione ufficiale. Quasi 14 mesi di attesa, un tempo che per una Casa cinese basterebbe a tirare fuori un modello intero partendo da zero.
Ma non c’è da stupirsi troppo di questa lentezza. Da una parte la prima Range Rover elettrica della storia, e anche il primo modello a batterie firmato Land Rover, rappresenta una svolta importante. Dall’altra deve garantire tutto quello che ci si aspetta da un modello inglese: capacità in fuoristrada, lusso, comfort. Quei 14 mesi sono serviti proprio a limare, a mettere ogni cosa al suo posto.
Range Rover elettrica: gli esterni e il design
Una Range Rover deve restare una Range Rover, a prescindere da cosa si nasconda sotto il cofano. Un concetto che alla presentazione è stato ripetuto più e più volte. E in effetti distinguere questa versione da quella che già conosciamo è davvero complicato. Il ragionamento è stato semplice: prima una Range Rover, poi un’auto elettrica. Niente stravolgimenti nelle proporzioni o nel linguaggio stilistico, ma qualche ottimizzazione aerodinamica qua e là.
Griglia anteriore, cerchi e sottoscocca sono stati rivisti per ridurre la resistenza all’aria e spremere così più autonomia possibile. Il tutto senza intaccare le doti in fuoristrada. Un dato su tutti: la capacità di guado arriva a 900 mm. La carrozzeria è disponibile a passo corto o lungo a seconda del mercato, con allestimenti SE, HSE e Autobiography, oltre alle versioni SV, SV Ultra e SV Black, che mantengono griglia dedicata e cerchi da 22 pollici. Prevista anche una First Edition in soli 2.500 esemplari, con tinte speciali come Belgravia Green, Santorini Black e Varesine Blue. E per chi vuole di più c’è sempre il programma Bespoke.
Range Rover elettrica: interni, motori e prezzo
Dentro, la parola d’ordine è silenziosità. Senza il motore termico il rumore percepito crolla e la sensazione di comfort sale parecchio. Ci sono anche nuovi suoni sviluppati apposta per restituire un senso di movimento. L’ambiente è quello classico Range Rover, tecnologico ma discreto, con strumentazione digitale e monitor centrale al loro posto. Il tunnel ospita giusto una manciata di comandi, compresa la leva della trasmissione, il volume, l’accensione e il selettore delle modalità di guida. Una nuova applicazione permette poi di gestire da remoto chiusura delle portiere, posizione, stato di carica e autonomia residua.
Sul fronte meccanico, due motori elettrici da 260 kW ciascuno, uno per asse, per un totale di 550 CV e 850 Nm di coppia. L’alimentazione arriva da una batteria agli ioni di litio da 118,5 kWh, con 344 celle prismatiche e architettura a 800 volt. I numeri parlano da soli: da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e da 80 a 120 km/h in appena 2,7 secondi, roba niente male per un SUV che supera le 2,5 tonnellate.
Il sistema Integrated Traction Management interviene sullo slittamento in soli 50 millisecondi, mentre l’Intelligent Driveline Dynamics distribuisce la coppia sull’asse posteriore tra il 100% e lo 0%. Insieme alla modalità Single Pedal, si affrontano pendenze fino a 45 gradi. La ricarica in corrente continua tocca i 350 kW, con 22 minuti per passare dal 10 all’80% e 220 km recuperati in 10 minuti. Il sistema di gestione termica ThermAssist può aggiungere fino a 40 km di autonomia e ridurre del 40% l’energia usata per il riscaldamento.
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Immagine: it.motor1.com
