Portare in pista una compatta come la nuova Opel Corsa GSe da 281 cavalli è un’esperienza che stuzzica, soprattutto quando sotto il vestito da segmento B si nasconde un powertrain full electric. La prova è avvenuta sul circuito ricavato al Driving Camp di Pachfurth, vicino a Vienna, con un istruttore che faceva da lepre veloce e permetteva di metterla davvero alla frusta. Esteticamente la vettura si distingue e si fa notare per una leggera personalizzazione.
Spicca deciso l’assetto ribassato, un bel gruppo ruota e un frontale piuttosto aggressivo. La Corsa GSe mette subito in chiaro le sue intenzioni. L’impianto frenante maggiorato, con dischi anteriori da 355 mm morsi da pinze Alcon, e le gomme Michelin Pilot Sport 4S tradiscono un’impostazione orientata alle prestazioni pure. Non è un dettaglio da poco, perché racconta bene la direzione presa dagli ingegneri.
Come va in pista con la modalità Sport
In pista, selezionando la modalità Sport, si sblocca l’intero potenziale del propulsore: 281 CV e 345 Nm di coppia istantanea. Lo scatto da 0 a 100 km/h coperto in 5,5 secondi garantisce un’accelerazione brutale, ma la vera sorpresa sta nella gestione della curva. È il lavoro del differenziale autobloccante meccanico Torsen all’anteriore a fare la differenza, perché scarica a terra tutta la potenza senza pattinamenti e senza grossi strappi allo sterzo, tirando la vettura verso l’interno della corda.
Nei trasferimenti di carico l’auto si dimostra reattiva, con il posteriore che segue molto bene. Prontissima alla prima sterzata, è corta e gira sullo stretto con grande facilità. I freni sono ben dimensionati e in modalità Sport lavorano senza frenata rigenerativa abbinata, per staccate molto decise. Precisa in entrata di curva, minimo rollio. Giro dopo giro non ha accusato cali di potenza, e qui è stato fondamentale il lavoro sulla gestione termica, ovvero sul sistema di raffreddamento della batteria NMC da 51 kWh, potenziato apposta per evitare i classici tagli di potenza imposti dal BMS quando si guida a fondo tra i cordoli. A parte un piccolo sovrasterzo dovuto a troppa irruenza, con le ruote finite sullo sporco e troppa velocità in quel punto, la GSe ha regalato belle emozioni. Sembrava di guidare un kart, millimetrica, ma il peso della batteria in condizioni estreme si fa sentire.
Corsa sportiva elettrica, sì o no?
Diciamolo chiaramente, di fronte alla sigla GSe i puristi dell’automobilismo mettono subito le mani avanti. Chi ha vissuto a profumo di benzina con la Corsa A GSi, la Corsa OPC, cambi manuali a corsa corta e scarichi urlanti, fatica a mandare giù il concetto di una hot hatch ad alte prestazioni a zero emissioni. Manca il coinvolgimento sonoro naturale, il peso piuma sotto la tonnellata e quel feeling meccanico che solo una termica pura sa regalare. Eppure bisogna essere intellettualmente onesti. Superato il blocco ideologico, i numeri sono indiscutibili: con 281 CV e 345 Nm scaricati al suolo e uno 0-100 km/h in appena 5,5 secondi, questa è la Corsa di serie più potente di sempre.
Resta però l’elefante nella stanza, ovvero la massa. I circa 1.600 kg della Corsa GSe, contro i 1.200 kg della Corsa OPC, si sentono soprattutto nelle staccate più violente e nei cambi di direzione repentini. In pista il peso è deleterio. Viene da immaginare questa stessa vettura con 1.200 kg: con quella scheda tecnica, un baricentro rasoterra, un differenziale meccanico vero, freni Alcon e gommatura da 215/40 R18, togliere 600 kg di zavorra la trasformerebbe in un’arma letale. Solo nell’allungo la OPC avrebbe ancora la meglio, con 225 km/h contro 180 km/h. La tecnologia c’è ed è straordinariamente efficace, e il futuro della vera sportività a zero emissioni si giocherà tutto sulla capacità dei costruttori di limare i chili di troppo dalle batterie.
Fonte
Immagine: newsauto.it
