La Lotus Esprit torna, e lo fa nel modo che in pochi si aspettavano: con i pistoni, non solo con gli elettroni. La conferma è arrivata direttamente agli investitori durante una conference call sui risultati finanziari tenuta il 27 agosto, quando l’amministratore delegato Feng Qingfeng ha ufficializzato la Type 135 Esprit, una supercar ibrida V8 a motore centrale attesa nel 2028. E non è finita qui, perché nei piani c’è anche una possibile variante V6, che sfrutterà componenti di Horse, la joint venture Geely-Renault che sta già lavorando su parti a combustione per il marchio di Hethel.
L’obiettivo è ambizioso e chiaro allo stesso tempo. Una supercar da circa 1,5 tonnellate con oltre 1.000 CV a disposizione, piazzata proprio nel mezzo tra la sportiva Emira e l’hypercar elettrica Evija. Lotus la descrive come un ponte tra due mondi. E, diciamolo, sembra quasi una retromarcia verso la combustione, una scelta che farà tirare un sospiro di sollievo a chi temeva che la Casa fosse passata definitivamente all’elettrico.
V8 ibrido confermato, V6 in arrivo
Feng non ha nascosto le difficoltà. Centrare quel target di peso non è affatto una passeggiata. “Raggiungere quell’obiettivo con un’architettura a 800 V, un sistema ibrido, un motore V8 e un motore elettrico non è affatto semplice”, ha ammesso davanti agli analisti. La risposta di Lotus arriva dalle tecnologie derivate dalla Formula 1, pensate per compensare la massa che di solito un sistema ibrido si porta dietro.
Un esempio concreto lo aveva già dato all’inizio dell’anno, in un’intervista separata, parlando di un motore elettrico in stile F1. Il confronto è impressionante: una tipica unità da 150 kW può arrivare a pesare circa 95 kg, mentre il nuovo progetto scende a circa 20 kg. Una dieta del genere trasforma il motore elettrico da zavorra a elemento decisivo per rispettare l’obiettivo di massa. La potenza, poi, passerà attraverso un cambio a doppia frizione capace di gestire coppie elevate senza appesantire troppo l’insieme. Il numero di rapporti non è ancora stato definito, così come non c’è ancora certezza sullo stabilimento produttivo.
Prestazioni e strategia Focus 2030
Il ruolo dell’auto, Feng lo ha spiegato in modo piuttosto diretto. “La Type 135 colmerà il divario tra Emira ed Emeya, preservando il legame emotivo che i proprietari di Emira hanno con il comportamento meccanico Lotus, sfruttando al tempo stesso la tecnologia ibrida V8 per avvicinarsi al riferimento tecnico fissato dalla Emeya”. Tradotto: mantenere quel feeling meccanico che gli appassionati amano, senza rinunciare alla tecnologia.
Nella stessa call è stato ribadito che l’auto arriverà in due varianti, V6 (fornito da Horse) e V8, con quest’ultima destinata a superare i 1.000 CV e a fermarsi intorno a 1,5 tonnellate. Il tutto rientra nella più ampia strategia Focus 2030, che impegna ufficialmente Lotus a proporre una gamma fatta di modelli a combustione, ibridi plug-in ed elettrici a batteria, e non più soltanto EV. Un cambio di rotta importante, che segna un ritorno vero, sviluppato da zero, ben diverso dalle Esprit V8 restomod viste in circolazione negli ultimi anni.
Fonte
Immagine: it.motor1.com
