Passare a un nuovo Mac sembra la cosa più semplice del mondo, e invece spesso non lo è affatto. Trasferire tutto dal vecchio al nuovo Mac significa spostare documenti, fotografie, account, applicazioni e persino le impostazioni personali, tutta roba distribuita tra cartelle e servizi diversi. Serve attenzione, un pizzico di pazienza e la certezza di avere davvero a portata di mano tutto quello che conta. Perché quello che pare un lavoro da cinque minuti, alla prova dei fatti, può portare via molto più tempo del previsto.
La regola numero uno prima di iniziare qualsiasi trasferimento riguarda i controlli di base. Conviene assicurarsi che entrambi i computer siano aggiornati alla versione più recente di macOS. Subito dopo tocca guardare lo spazio disponibile sul nuovo dispositivo, un dettaglio che troppi trascurano.
Prima verificare aggiornamenti e spazio disponibile
Se il vecchio computer contiene più dati di quanti il disco nuovo possa reggere, allora bisognerà per forza scegliere cosa portare con sé. Un occhio va dato ai download, alle foto, ai filmati e alle cartelle più pesanti, quelle che si gonfiano nel tempo senza che quasi ce ne accorgiamo. Meglio scoprirlo adesso che a metà procedura. E poi c’è una cosa che vale la pena ripetere sempre: fare un backup prima di procedere. Se qualcosa si interrompe durante il trasferimento, la copia dei dati più importanti resta comunque al sicuro.
L’Assistente Migrazione, lo strumento che fa quasi tutto
Il metodo più completo per spostare i contenuti da un Mac all’altro è l’Assistente Migrazione, già incluso in macOS. Permette di trasferire applicazioni, documenti, account utente, cartelle e parecchie impostazioni, senza cancellare nulla dal computer precedente. La procedura si può avviare comodamente durante la configurazione iniziale del nuovo dispositivo.
Sul Mac nuovo va selezionata l’opzione per trasferire i dati da un altro Mac, da un backup di Time Machine oppure da un disco di avvio. Sul vecchio, invece, si apre lo stesso strumento scegliendo di inviare le informazioni al computer nuovo. A quel punto compare un codice di sicurezza su entrambi gli schermi, si verifica che coincida e si scelgono le categorie da importare.
Un avvertimento pratico: se ci sono molti gigabyte da spostare, l’operazione può durare diverse ore. La connessione via cavo compatibile resta la scelta più comoda rispetto al wireless, soprattutto quando la mole di file è consistente. E già che ci siamo, collegare entrambi i computer all’alimentazione evita brutte interruzioni proprio sul più bello.
Backup e controlli finali prima di dire addio al vecchio
Esiste anche la strada alternativa del ripristino da un backup di Time Machine. Comoda per chi non vuole collegare fisicamente i due computer, perché consente di recuperare file personali, contenuti e applicazioni dell’account. Una volta completato il passaggio, però, il lavoro non finisce lì. Bisogna controllare che tutto sia arrivato al suo posto: aprire i documenti più importanti, dare un’occhiata alle fotografie e accedere agli account principali.
Qualche applicazione potrebbe chiedere un aggiornamento o una nuova configurazione, in particolare se non è compatibile con la versione di macOS installata sul dispositivo nuovo. Quando tutto risulta copiato e funzionante, resta l’ultima decisione: cosa fare del vecchio Mac. Conservare per un po’ una copia dei dati è una mossa saggia, un margine di sicurezza in più per affrontare il passaggio senza sorprese.
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Immagine: vaielettrico.it
